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Concerto Angelo Mai 23 Aprile 2016

Angelo Mai 23 Aprile 2016
Concerto
Alvin Curran / Jon Rose / Amy Denio / Mike Cooper

Una serata di musica esplorativa e innovativa con quattro maestri internazionali di improvvisazione!
ALVIN CURRAN (USA) [pianoforte, campionatore, shofar]
JON ROSE (AUSTRALIA) [violino, effetti digitali]
AMY DENIO (USA) [voce, sassofono, effetti digitali]
MIKE COOPER (GB) [voce, chitarra, effetti digitali]
PLUS JAH EINSTEIN [exotica sound system]
aprile 29, 2016
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Just intonation

Recensione dello spettacolo su TeatroeCritica 

Angelo Mai Altrove Occupato 19 Novembre 2013 Masque teatro in “Just intonation”
 ideazione e regia: Lorenzo Bazzocchi
con: Eleonora Sedioli
physical computing, suono e luci: Lorenzo Bazzocchi
elettronica: Matteo Gatti
co-produzione: Mood Indigo
produzione: Masque teatro
Il lavoro trae la sua origine da due polarità solo apparentemente distanti: da una parte l’interesse manifestato da Kafka per la pura intensa materia sonora, in un costante rapporto con la sua abolizione, dall’altra l’affezione di La monte Young per un suono concepito come atomizzato, evento singolare con vita a se stante, indipendente dall'esistenza umana.
Quello che veramente conta non è ciò che il suono rappresenta, ma la sua intensità fisiologica: "One must get inside the sound", sostiene Young, bisogna letteralmente entrare nel flusso armonico dei suoni.
La prima via ci ha portato ad attraversare Deleuze per ascoltare Kafka, la seconda ci ha condotto nei meandri concettuali del corpo sonoro e delle questioni legate al temperamento equabile. Just intonation sposa la filosofia di La Monte Young, lavorando sul nascondimento e sulla rarefazione, lanciando la figura sulla via di quel tono “primordiale”, quel basso continuo che sembra riportare ad eventi sonori lontani nel tempo: il fischio del vento oppure il ronzio continuo prodotto dai trasformatori dei cavi elettrici dell'alta tensione.
Al centro della vicenda stanno due destini: quello dello strumento e quello della figura.
Resta il corpo e il movimento che rende impercettibile la forma.
Il segreto opera nella più grande visibilità, data dalla moltiplicazione delle figure astratte e animali che creano l’effetto di un nascondimento.
Il corpo-donna diviene segreto senza nascondere niente, a forza di innocenza e precisione, persino a costo di una spaventosa tecnicità. Just intonation ci pone di fronte ad una figura che si rende impercettibile per eccesso di trasparenza. La ricerca del rapporto tra suono e movimento nasce dalla necessità di mettere a punto un sistema di autogenerazione del suono, di produzione di masse sonore complesse, formate da glissandi, di frequenza ed intensità, le sole ad interessare musicalmente Kafka. Al centro dell’azione rimane la relazione tra il performer e il disklavier, pianoforte della Yamaha in grado di essere pilotato in remoto.
Masque da anni si dedica allo sviluppo di interfacce per il controllo di apparecchiature elettromeccaniche, in questo caso sono stati sviluppati specifici algoritmi per il controllo del pianoforte, messi successivamente in diretta connessione ai movimenti del performer tramite un sistema di video-tracking. Suddiviso lo spazio d’azione in regioni, ad ognuna è assegnato un parametro per la generazione del suono. Al volto le frequenze, alle spalle le intensità, alle gambe la durata delle note. Just intonation è dunque un lavoro di decifrazione. “È' il pianista che non suona che fa nascere il suono dal fatto stesso di non suonare, la cui musicalità è diffusa in tutto il corpo nella misura in cui non emette musica”. Just intonation è corpo sonoro. Ci si allontana dalla orizzontalità melodica, in favore dell'armonia e di lunghi periodi di silenzio.
dicembre 02, 2013
 

Monkey sì, monkey no



Angelo Mai Altrove 7 giugno 2013 “monkey sì, monkey no” (sulla variazione di Monkey see, Monkey do) di Muna Mussie, con Giorgia Del Don e Muriel Del Don, con la collaborazione di Gian Luca Mattei. Uno spazio differente, nuove circostanze possono modificare il senso di un lavoro e portarlo Altrove? Con Angelo Mai Italia Tropici, Monkey see, Monkey do, tenta di ripercorre la sua struttura interna e rideterminarla mediante il dialogo con il contesto ospitante. Di solito ci si guarda allo specchio in solitudine. Vorrei guardarmi allo specchio in moltitudine. Monkey see, Monkey do, dà forma ad una fusione fra pubblico e scena, riflettendo sull’immagine e il suo potenziale. Una diatriba tra parola e immagine, a partire dalla dimensione conturbante del ‘doppio’. Monkey see, Monkey do parla di persona-corpo – inteso come complesso organizzato da elementi concreti – e di persona-politica – intesa come complesso organizzato da elementi astratti. Si rivolge a uno spettatore che condivida con le artiste/artefici una volontà di significazione del gesto più minimo: ‘occhi diaframma che si allenano a contemplare, a contenere un di più, un di meno che sprigiona visioni attraverso tensioni psicofisiche tra corpi; corpo carne, corpo suono, corpo plastico.’ Protagoniste sono figure identiche che agiscono come ‘prototipo’, in funzione di una messa a fuoco di quella avventura fantastica e controversa che ognuno esperisce di fronte alla propria immagine.
giugno 26, 2013
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Amnesia anterograda



Angelo Mai Altrove 7 giugno 2013 “Amnesia anterograda” (Lola dances) Con: Lola Kola, Edith Piaf, Elio Castellana, La bambola di Pechino, Igino Dodde, John Lennon, Yoko Ono. “Salve, ho 19 anni, e assumo XANAX da gennaio per problemi d’ansia e attachi di panico. Da qualche tempo ho iniziato a notare difficoltà nel concentrarmi e immagazzinare nuove informazioni; ad esempio mi capita di chiedere titubante qualcosa ad un amico che mi aveva già risposto; scordarmi cosa dovevo fare poco prima di farlo; dimenticare dove ho messo qualcosa o dove mi trovo. Cosa mi consiglia?”
giugno 26, 2013
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Everyone gets lighter. All!



Angelo Mai Altrove 6 giugno 2013 Kinkaleri in “Everyone gets lighter. All!” a cura di Massimo Conti con Marco Mazzoni. La perfomance, è un dispositivo di trasmissione del codice corporeo inventato da Kinkaleri. In una durata di 30 minuti saranno presentati e sviluppati da un perfomer tutti gli elementi costitutivi di un alfabeto corporeo. Due sono le opzioni: contemplare l’esecuzione nelle varie fasi o partecipare all’apprendimento. E tutto questo poi te lo porti a casa, lo provi per strada, lo condividi con altri e magari da sponda a sponda di un fiume, danzi.
giugno 25, 2013
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Minimal Dance



Angelo Mai Altrove 6 giugno 2013 Monica Gentile in “Minimal Dance” Minimal Dance è un work in progress che si sviluppa intorno alla ricerca di una “realtà minimal”.Il suono è un’entità, un ricordo che riverbera nel mio corpo, generatore di una presenza e di una memoria visiva emergente dalla gestualità in atto nel meccanismo della danza. La mia ricerca è iniziata dall’ascolto, quasi casuale, della musica techno in cuffie come veicolo esperienziale per arrivare a percepire me stessa entro un determinato stato. Uno stato di trance vissuto in modo enigmatico, un’attenuazione o metamorfosi del mio stato di percezione fino a lasciarmi pervadere dall’euforia a livello cellulare, epidermico e psichico, dal testo “Techno-trance” di Gianfranco Salvatore: “Dopo una notte di techno-trance quel che resta è il senso di aver celebrato un’esperienza che forse non è solo di tipo edonistico, usare la propria persona come batteria di energie capace di alimentare esperienze estreme servendosi soprattutto del suono organizzato”. L’ascolto della musica techno, formata da cellule melodiche brevi, ripetizione ossessiva di moduli, mi ha portata a manifestare delle figure ritmiche immediate, creando una specifica coreografia caratterizzata da rigore gestuale, impersonalità e freddezza emozionale. È un essere dentro/fuori in un’esaltazione enstatica, di riassorbimento in se stessi, più che in uno stato d’estasi.Nell’interrogarmi dove sia la danza, capto una tensione in una dimensione in cui si possano esperire i medesimi aspetti vibrazionali, fra me e gli altri, una pulsazione che sta solo sulle superfici.
giugno 25, 2013
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Anaxagarus. Solo sulla bellezza



Angelo Mai Altrove 6 giugno 2013 Fosca in “Anaxagarus. Solo sulla bellezza” Primo movimento. Di e con: Maria Caterina Frani. Produzione Fosca 2013 con il contributo della Regione Toscana. Residenza Spaziok Prato. Ringraziamenti a: Mauro Barbiero, Massimo Conti, Caterina Poggesi. Un pretesto biografico per iniziare. Un rapporto con la propria immagine complesso e assoluto. La rarità di chi ha deciso di fare della propria vita un’opera d’arte con gli eccessi, i turbamenti e le sue contraddizioni. Carico di amori, desideri, ori e spietatezze. Della Marchesa Luisa Amman Casati ce ne siamo già dimenticati. Ci resta soltanto una sua moltitudine di immagini. Non ho mai partecipato a una seduta spiritica.
giugno 25, 2013
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Capture of the speech



Angelo Mai Altrove 6 giugno 2013 “Capture of the speech” Ideazione e testo: Piersandra Di Matteo. Recording and sound track: Irena Radmanovic. Graphic concept: Giacomo Covacich. Capture of the speech è una lecture sulla voceconcepita come un voicescape plurale nel quale risuona teoria, pratica e pensiero vocale. Evocazione dei gradi di erosione della pronuncia che si fa e si disfa, la voce stessa diventaaudizione di un discorso slogato come aggregazione al corpo, soglia su cui insiste la differenza tra parlare e prendere la parola.
giugno 25, 2013
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UNA



Angelo Mai Altrove 6 giugno 2013 Sistemi Dinamici Altamente Instabili in “UNA” Materiali coreografici e danza Alessandra Sini. Electronic live set Stefano Montinaro. Produzione Ciulinga. Il processo di lavoro persegue le logiche dell’improvvisazione per una qualità originale della materia corporea; non è importante il movimento del danzatore ma è fondamentale il movimento percettivo dello spettatore.UNA gioca sulla semplicità del coinvolgimento, sull’emozione legata all’atto. Alimenta un movimento complesso tra intuizione e costruzione progettuale. Il lavoro sul corpo è privato di qualsiasi orpello estetico o tecnico. Il gesto umano che emerge, è traccia, indizio riconoscibile, si trasforma in richiamo come fosse un gancio che trascina l’osservatore attraverso il linguaggio danzato. L’insistenza nella ripetizione e nell’utilizzo simbolico di immagini fisiche, cerca l’aspetto archetipico dell’essere umano, insiste su una nuova ritualità, scava un varco dentro un mondo emotivo in continua evoluzione, accessibile al pubblico per immersione.
giugno 24, 2013
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1 Pa=1 N/m²



Angelo Mai Altrove 5 giugno 2013 Antonio Tagliarini in “1 Pa=1 N/m²” (in fisica equazione del punto di rottura) A# video. Osservo. Credo che ci sia qualcosa. Qualcosa di cui è difficile parlare. Qualcosa che mi attrae nella sua terribile pre-potenza. E che finisce per sbaragliare, definitivamente, le poche certezze che uno crede, pensa, di aver faticosamente costruito. Una domanda che mi faccio da tempo, ormai da troppo tempo: quando c’è un incidente per strada rallenti per vedere cosa è successo? Perché?
giugno 24, 2013
 

UIT



Angelo Mai Altrove 5 giugno 2013 Daniela Cattivelli in “UIT” ideazione e composizione sonora Daniela Cattivelli. collaborazione Michele Di Stefano, consulenza set up elettroacustico: Francesco Casciaro/Tempo Reale, con Daniela Cattivelli (laptop, richiami), Michele Di Stefano (bridge), Camillo Prosdocimo e Giorgio Rizzo (richiami) produzione Xing/Live Arts Week, col supporto di Tempo Reale UIT è un ambiente risonante, aperto al mutamento e alle apparizioni, in cui si praticano tecniche di mimetismo acustico ed esercizi di trasfigurazione sonora. Il tessuto di questo territorio transitorio è generato principalmente da una serie di richiami per uccelli, impiegati per attivare il mascheramento e il camouflage musicale.
giugno 24, 2013
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Dream Theory in Malaya



Angelo Mai Altrove 5 giugno 2013 Francesca Proia in “Dream Theory in Malaya” lettura-performance, collaborazione artistica Danilo Conti A partire da un testo antropologico di Kilton Stewart, la lettura racconta la singolare visione educativa della tribù Senoi, focalizzata sull’apprendimento del sogno lucido a partire dalla più tenera età.
giugno 24, 2013
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Il gioco del gregge di capre



Angelo Mai Altrove 5 giugno 2013 Fabrizio Favale in “Il gioco del gregge di capre”. Un lavoro di Fabrizio Favale. Assistente alla coreografia Andrea Del Bianco, Collaborazioni tecniche Alberto Trebbi. Con il contributo di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Comune di Bologna, Regione Emilia Romagna, Gammarad Italia . Ringraziamo Teatro Comunale di Casalecchio di Reno, Spazio Raum Bologna, Fienile Fluò Bologna. Nasce dall’osservazione dei greggi di capre fra l’Italia e la Grecia. Premi International Festival Choreographic Miniature e 14MASDANZA. Presentato al Suzanne Dellal Tel Aviv; La Biennale di Venezia; Short Theatre; Seoul International Festival; Shanghai Expo; Tanzmesse, Dusseldorf. Nel 2013 sarà al Dance Base Fringe Festival of Edinburgh.
giugno 22, 2013
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Songs for Lover



Angelo Mai Altrove 5 giugno 2013 Elio Castellana in “SONGS FOR LOVERS” video e light-box. In un’inedita combinazione, canzoni d’amore si sposano con video scaricati da siti pornografici in cui gli utenti si espongono in solitudine di fronte alla webcam per condividere, attraverso le immagini, la pratica di un segreto erotico. In più, una serie di “still” in lightbox, composti per sovrapposizione di immagini su cui l’artista è intervenuto graficamente, trasportano il lavoro in un universo stereoscopico, congelando il momento del desiderio e della solitudine in piccoli teatri d’amore. Songs for lovers è riflessione sull’amore, sulla privacy, e sulla mancanza di pornografia nell’epoca dell’autoreferenzialità, con uno sguardo mai definitivo sull’estetica dell’oggetto.
giugno 22, 2013
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Impressions d’Afrique



Angelo Mai Altrove 5 giugno 2013 Lucia Amara in “Impressions d’Afrique” breve discorso di Lucia Amara. Raymond Roussel nel 1910 pubblicò Impressions d’Afrique. Per scrivere il romanzo – che ebbe una gestazione di ventidue anni – si recò in Africa senza mai uscire dalla sua camera d’albergo. Inventò una roulotte da viaggio con la cui immagine produsse una cartolina.
giugno 22, 2013
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