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Enciclopedia



Pineta Marradi, Castiglioncello 5 Luglio 2013 “ENCICLOPEDIA” un progetto di inQuanto teatro con Floor Robert, Giacomo Bogani, Andrea Falcone, Giulia Broggi
edizione dei testi Andrea Falcone
consulenza stilistica Maria Sole Vannetti
organizzazione e comunicazione Julia Lomuto
Con domande chiare e circostanziate, con risposte raccolte ovunque e come viene, Enciclopedia disegna il nostro tempo mentre questo sta passando. Ognuno può contribuire alla stesura in modo anonimo, come si conviene a chi offre un aiuto tanto immediato quanto immeditato. Parte di un progetto produttivo più articolato, che mira a ricostruire un’idea di futuro in una prospettiva personale e collettiva insieme, Enciclopedia si sviluppa con moto accumulatorio attraverso un metodo d’indagine elaborato in occasione di Firenze 2440, evento realizzato per disegnare una città ideale a partire dalle parole dei suoi abitanti. Con l’ausilio di questionari, inQuanto teatro si muove di città in città per estendere la sua raccolta di lemmi e spiegazioni, chiedendo a un numero possibilmente infinito di persone la propria definizione per ciò che ha intorno.
settembre 29, 2014
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Essere Emanuele Miriati



Recensione dello spettacolo su TeatroeCritica

Pineta Marradi, Castiglioncello 3 Luglio 2013 “ESSERE EMANUELE MIRIATI” di e con Riccardo Goretti, collaborazione ai testi e alla scena Emanuele Miriati
luci e supporto tecnico Duccio Burberi
realizzazione scena Francesco Bresci
produzione Nata Teatro in coproduzione con Armunia/Festival Inequilibrio
in collaborazione con Arti Vive
Nel 1975 Cioni Mario di Gaspare Fu Giulia di Benigni/Bertolucci fece un punto e a capo
sull’esame della condizione di vita del proletariato in Italia. Il Cioni era un operaio della provincia pratese, terrigno, disperato, squattrinato, capace (quasi suo malgrado) di profonde analisi sociali ed esistenziali.
Nel 2013 Riccardo Goretti prova a Essere Emanuele Miriati, un operaio della provincia pratese, terrigno, disperato, squattrinato, capace (quasi suo malgrado) di profonde analisi sociali ed esistenziali. Non che questo basti, né per lo spettacolo né per la vita. Infatti c’è di più: la gioia, la rabbia, l’impulsività, l’amicizia, la morte, la generosità, le bugie...
gennaio 10, 2014
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Ziguli



Recensione dello spettacolo su TeatroeCritica

Castello Pasquini , Castiglioncello 30 giugno 2013 “ZIGULÌ” dal libro di Massimiliano Verga, con Francesco Colella, disegno sonoro Giuseppe D’Amato, scenografia Salvo Ingala, aiuto regia Leonardo Maddalena, adattamento e regia Francesco Lagi. Vincitore Premio In-Box 2013 Un diario intimo che racconta il rapporto denso e accidentato fra un padre e un figlio disabile. L’azione si svolge in uno spazio domestico notturno, un luogo che non è più una casa ma è il campo di battaglia dove si svolge la loro lotta quotidiana. Il tempo che il padre e il figlio vivono ogni giorno, scandito da relazioni e impegni, passato tra strutture per la fisioterapia e assistenti sociali, adesso è lontano. Il figlio rimane sempre invisibile, in scena c’è solo il padre con la sua fragilità di fronte alla disabilità del figlio. La paura e il desiderio della morte. La camicia che si sporca sempre, che prima di uscire è sempre da cambiare e che comunque sempre rimane sporca. E poi le testate, le spinte, i morsi, i graffi tra gli abbracci e le esplosioni di risate. E, qualche volta, i baci. Perché in questa storia, che è soprattutto una storia d’amore, tutto accade disordinatamente, senza nessun galateo sentimentale. Teatrodilina è un gruppo di persone con esperienze artistiche diverse che si sono unite per condividere una pratica e un’idea di teatro. Dal suono al video, dall’arte contemporanea alla scrittura, dal cinema alla musica. Alla base del nostro lavoro c’è la voglia di inventare spettacoli restituendo frammenti dei nostri percorsi e andando alla ricerca di un’identità. Fare teatro, per noi, è il gesto più contemporaneo e potenzialmente dirompente. Il nostro metodo è artigianale ma anche un po’ mistico. Dal 2010 a oggi abbiamo messo in scena: L’asino d’oro, dal romanzo di Apuleio; L’amore il vento e la fine del mondo, basato su tre testi della Bibbia (Qoèlet, Cantico dei Cantici e Apocalisse); Zigulì, dal libro di Massimiliano Verga. Ora stiamo lavorando per mettere in scena Anime Morte di Gogol. In-Box è una rete di teatri, festival e soggetti istituzionali che ricerca, seleziona e promuove le eccellenze teatrali emergenti nella scena contemporanea attraverso l’acquisto di repliche a cachet di spettacoli già prodotti. Si cerca così di supplire a una mancanza cronica del sistema teatrale italiano: la possibilità per le compagnie di far circuitare i propri spettacoli. Dare spazio al “repertorio”, distogliendo l’attenzione dalla ricerca spasmodica d’inediti e debutti, fornisce agli artisti lo spazio fisico e mentale per far respirare il proprio lavoro, farlo crescere, metterne alla prova senso e solidità.
dicembre 04, 2013
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Incontro con Virgilio Sieni



Castello Pasquini, La Limonaia, Castiglioncello 6 Luglio 2013 INCONTRI Presentazione del volume “Paesaggi del gesto”. Percorsi, pratiche e creazioni tra la Toscana e il bacino del Mediterraneo 2011>2013 Maschietto Editore Incontro con Virgilio Sieni - Accademia sull’arte del gesto
settembre 12, 2013
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Iniziazioni



Incontro con la compagnia



Livorno, Capannone, via Negrelli 10 - EX TEATRO DEL PORTO 6 Luglio 2013 “INIZIAZIONI”
Il territorio di Castiglioncello e Livorno ha rappresentato in questi ultimi tre anni (2011>2013), un laboratorio attivo e unico di progetti per l’Accademia sull’arte del gesto di Virgilio Sieni. In collaborazione con Armunia è nata una serie di percorsi innovativi di formazione e creazione rivolti a giovani danzatori. Quest’anno il progetto ha sviluppato due esperienze: il Gruppo Cerbiatti, composto da bambine tra i dieci e i tredici anni, e l’Officina Caproni, composta da danzatrici tra i diciotto e i venticinque anni.
Butterfly Corner, progetto nato nel 2013, è invece un organismo che si propone di portare all’esterno l’esperienza del Gruppo Cerbiatti del nostro futuro per ricavarne nuove energie e suggerimenti. Il gruppo ha debuttato a giugno, in occasione della Biennale Danza di Venezia, con la prima coreografia Baudelaire, a cura di Virgilio Sieni.
L’Accademia sull’arte del gesto è sostenuta da Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Toscana, Comune di Firenze, Osservatorio per le Arti Contemporanee dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze
INIZIAZIONE/INVISIBILE
coreografia Virgilio Sieni
assistenti alla coreografia Chelo Zoppi, Giulia Mureddu
musica eseguita dal vivo dall’Ensemble strumentale dell’Istituto Superiore di studi musicali Pietro Mascagni,coordinato da Stefano Agostini e Giovanni Sbolci con la partecipazione degli studenti della Scuola media a indirizzo musicale Giuseppe Mazzini di Livorno
con Officina Caproni: Caterina Ceccarini, Marina Donatone, Beatrice Giua, Beatrice Montorfano, Marta Morelli, Katia Pagni, Asia Pucci, Giulia Razzauti con Gruppo Cerbiatti: Melissa Braccini, Alissa Fabbrizi, Teresa Falleni, Jennifer Ferretti, Virginia Jacopini
in collaborazione con Armunia, Atelier delle Arti Livorno si ringrazia la scuola di danza Grecale Danz’Arte
Sul tema dell’adiacenza e della folla, il gruppo, il grumo, il popolo; sostenersi e aiutarsi in un continuum di accadimenti apparentemente marginali a segnare una geografia di gesti tesi a scoprire lo spazio infinito nella densità di azioni. Non ci sono vedute panoramiche ma semplici azioni che si riversano l’una nell’altra tratteggiando una polis indicibile, che guarda al corpo e alla danza come cerimonia possibile e nuova. Una pratica di conoscenza, di trasmissione e di comunicazione che pone il giovane danzatore di fronte a una prova matura.
INIZIAZIONE/BAUDELAIRE
Butterfly Corner
coreografia Virgilio Sieni
assistenti alla coreografia Chelo Zoppi, Giulia Mureddu
con Gruppo Cerbiatti: Bettina Bernardi, Noemi Biancotti, Virginia Cervelli Montel, Linda Pierucci in collaborazione con Armunia, Atelier delle Arti Livorno
si ringrazia la scuola di danza Opus Ballet
Nella prospettiva di Baudelaire niente si avvicina di più nel suo secolo al compito dell’eroe antico che dare forma alla modernità. Walter Benjamin Quattro giovanissime danzatrici, in un tempo sospeso tra antico e moderno, interpretano un brano che esprime la virtù di un primo incontro. Il quartetto riflette il costante dialogo tra i codici studiati e le fughe verso una “liberazione” di forme e figure. Secondo una struttura mandalica di ritrovamenti e schemi poliedrici giocati sulla vicinanza, le danzatrici danno luogo a un camminamento boschivo: in uno spazio ristretto, inventano gli infiniti sentieri tra il fitto della flora, o della folla.
settembre 12, 2013
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Le presidentesse



Audio intervista su Radio Boh

Recensione dello spettacolo su TeatroeCritica

Castello Pasquini, Castiglioncello 30 giugno 2013 “LE PRESIDENTESSE” di Werner Schwab, adattamento drammaturgico Rita Frongia con Elisa Pol, Federica Rinaldi, Maurizio Lupinelli
regia Maurizio Lupinelli
assistente alla regia Michele Bandini
costumi Maria Chiara Grotto
disegno luci Giacomo Gorini
un ringraziamento particolare per la collaborazione a Claudio Morganti
produzione Nerval Teatro, Armunia/Festival Inequilibrio, Sistema regionale dello spettacolo dal vivo Regione Toscana
con la collaborazione di Comune di Guardistallo, Centro Artistico Il Grattacielo prima assoluta
Le presidentesse di Werner Schwab è una farsa feroce che denuncia i conformismi, le ipocrisie religiose e la violenza verbale e fisica celata sotto l’apparente quiete dei rapporti umani. In una cucina tre personaggi femminili, come maschere di uno squallido teatrino popolare, si raccontano alternando sferzante ironia e grottesca comicità, con repentine discese nel tragico. La scrittura di Schwab costringe a trasformare il linguaggio in carne umana; i suoi personaggi devono avere il dono o l’umiltà di lasciarsi trasfigurare nel corpo, inciampare nella pulsazione e nel fremito. La presenza dell’attore diventa indispensabile per lo sprofondamento della lingua nel corpo, in un teatro capace di restituire il rumore della vita.
Le presidentesse costituisce la seconda tappa del Progetto Schwab, percorso triennale che Nerval Teatro dedica al mondo e al linguaggio dell’autore austriaco.
settembre 12, 2013
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Tu eri me



Recensione dello spettacolo su TeatroeCritica

Castello Pasquini, Castiglioncello (LI) 29 giugno 2013 “TU, ERI ME”
cinque tempi, col doppio argomento

In uno spazio di tela scolorita, due visitatori dall’aria esotica e rimediata, attraverso varie forme d’esercizio e assistenza, accompagnano la signora Lilla ad acquisire consapevolezza della propria “scelta”, regalandole un ultimo, dignitoso giro d’addio.

di David Batignani e Simone Faloppa
con David Batignani, Simone Faloppa, Paola Tintinelli
scena dipinta e marionetta Ambra Rinaldo
pavimento, luminarie e teche Mario e David Batignani, Paolo Bruni
vestiario e ambienti sonori Circolo Alekseev
voce di Donata Giulia Viana
foto posate Nelly Ramirez Bartolo
organizzazione Romeo Tirabassi
un progetto per Casa di Riposo per Musicisti Fondazione Giuseppe Verdi (Milano), Casa Lyda Borelli per Artisti e Operatori dello Spettacolo (Bologna)
produzione David Batignani e Simone Faloppa
in coproduzione con Teatri in via d’estinzione/Festival Marosi di Mutezza di Sassari, Armunia/Festival Inequilibrio
con il sostegno di Molino del Groppo/Festival riGENERAzioni, Kilowatt Festival di Sansepolcro (AR)

prima assoluta
settembre 12, 2013
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TRE STUDI SULLA VACUITÀ 2°Studio



Castello Pasquini, 7 luglio 2013 “TRE STUDI SULLA VACUITÀ”
partitura di gesti per orchestra
primo studio per quintetto + piccoli soli e/o duetti ideazione e regia Caterina Poggesi, Cesare Torricelli con Oumoulkhairy Carroy, Martina Chiarugi, Michele Lanzini, Stefano Rimoldi, Marco Scicli produzione Fosca, Armunia/Festival Inequilibrio
in collaborazione con Scuola di Musica di Fiesole, Tempo Reale
con il contributo della Regione Toscana
Durante l’esecuzione di un concerto si evidenziano, per la loro particolare e inspiegabile intensità, due momenti caratterizzati dal silenzio e dal vuoto. Uno è quello prima dell’inizio, una sospensione come l’affacciarsi su un dirupo prima del volo. L’altro è la chiusura, quel protrarsi muto del suono che continua a riempire lo spazio, lega il sentire, abita l’invisibile. Due istanti di attesa e compimento, in cui la presenza si fa mezzo di un accadimento quasi misterico. Questo lavoro teatrale - in cui il corpo scenico del musicista trova risonanze e consapevolezze nuove donandosi alla vacuità di una narrazione scandita da punteggiature simboliche e rimandi poetici - dimora in simile apnea e da qui indaga per creare nuovo respiro e costruire alfabeti sconosciuti, insondati, a volte sorprendenti.
agosto 02, 2013
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TRE STUDI SULLA VACUITÀ 1°Studio



Castello Pasquini, 7 luglio 2013 “TRE STUDI SULLA VACUITÀ”
partitura di gesti per orchestra
primo studio per quintetto + piccoli soli e/o duetti ideazione e regia Caterina Poggesi, Cesare Torricelli con Oumoulkhairy Carroy, Martina Chiarugi, Michele Lanzini, Stefano Rimoldi, Marco Scicli produzione Fosca, Armunia/Festival Inequilibrio
in collaborazione con Scuola di Musica di Fiesole, Tempo Reale
con il contributo della Regione Toscana
Durante l’esecuzione di un concerto si evidenziano, per la loro particolare e inspiegabile intensità, due momenti caratterizzati dal silenzio e dal vuoto. Uno è quello prima dell’inizio, una sospensione come l’affacciarsi su un dirupo prima del volo. L’altro è la chiusura, quel protrarsi muto del suono che continua a riempire lo spazio, lega il sentire, abita l’invisibile. Due istanti di attesa e compimento, in cui la presenza si fa mezzo di un accadimento quasi misterico. Questo lavoro teatrale - in cui il corpo scenico del musicista trova risonanze e consapevolezze nuove donandosi alla vacuità di una narrazione scandita da punteggiature simboliche e rimandi poetici - dimora in simile apnea e da qui indaga per creare nuovo respiro e costruire alfabeti sconosciuti, insondati, a volte sorprendenti.
luglio 31, 2013
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TRE STUDI SULLA VACUITÀ



Castello Pasquini, 7 luglio 2013 “TRE STUDI SULLA VACUITÀ”
partitura di gesti per orchestra
primo studio per quintetto + piccoli soli e/o duetti ideazione e regia Caterina Poggesi, Cesare Torricelli con Oumoulkhairy Carroy, Martina Chiarugi, Michele Lanzini, Stefano Rimoldi, Marco Scicli produzione Fosca, Armunia/Festival Inequilibrio
in collaborazione con Scuola di Musica di Fiesole, Tempo Reale
con il contributo della Regione Toscana
Durante l’esecuzione di un concerto si evidenziano, per la loro particolare e inspiegabile intensità, due momenti caratterizzati dal silenzio e dal vuoto. Uno è quello prima dell’inizio, una sospensione come l’affacciarsi su un dirupo prima del volo. L’altro è la chiusura, quel protrarsi muto del suono che continua a riempire lo spazio, lega il sentire, abita l’invisibile. Due istanti di attesa e compimento, in cui la presenza si fa mezzo di un accadimento quasi misterico. Questo lavoro teatrale - in cui il corpo scenico del musicista trova risonanze e consapevolezze nuove donandosi alla vacuità di una narrazione scandita da punteggiature simboliche e rimandi poetici - dimora in simile apnea e da qui indaga per creare nuovo respiro e costruire alfabeti sconosciuti, insondati, a volte sorprendenti.
luglio 31, 2013
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TRE STUDI SULLA VACUITÀ 3°Studio



Castello Pasquini, 7 luglio 2013 “TRE STUDI SULLA VACUITÀ”
partitura di gesti per orchestra
primo studio per quintetto + piccoli soli e/o duetti ideazione e regia Caterina Poggesi, Cesare Torricelli con Oumoulkhairy Carroy, Martina Chiarugi, Michele Lanzini, Stefano Rimoldi, Marco Scicli produzione Fosca, Armunia/Festival Inequilibrio
in collaborazione con Scuola di Musica di Fiesole, Tempo Reale
con il contributo della Regione Toscana
Durante l’esecuzione di un concerto si evidenziano, per la loro particolare e inspiegabile intensità, due momenti caratterizzati dal silenzio e dal vuoto. Uno è quello prima dell’inizio, una sospensione come l’affacciarsi su un dirupo prima del volo. L’altro è la chiusura, quel protrarsi muto del suono che continua a riempire lo spazio, lega il sentire, abita l’invisibile. Due istanti di attesa e compimento, in cui la presenza si fa mezzo di un accadimento quasi misterico. Questo lavoro teatrale - in cui il corpo scenico del musicista trova risonanze e consapevolezze nuove donandosi alla vacuità di una narrazione scandita da punteggiature simboliche e rimandi poetici - dimora in simile apnea e da qui indaga per creare nuovo respiro e costruire alfabeti sconosciuti, insondati, a volte sorprendenti.
luglio 31, 2013
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Piccoli suicidi in ottava rima



Pineta Marradi, Prato del Cardellino, Castiglioncello 7 luglio 2013 “PICCOLI SUICIDI IN OTTAVA RIMA” appunti per un’epica contemporanea
ideazione Giovanni Guerrieri e Giulia Gallo
con Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Enzo Illiano, Federico Polacci, Giulia Solano
regia Giovanni Guerrieri con la collaborazione di Dario Marconcini
consulenza all’Ottava Rima Enrico Pelosini
consulenza al canto Andrea Bacci, Enrico Baschieri
produzione I Sacchi di Sabbia in coproduzione con Armunia/Festival Inequilibrio
con la collaborazione di Santarcangelo dei Teatri, Compagnia Lombardi/Tiezzi, Teatro di Buti e Compagnia del Maggio “Pietro Frediani” con il sostegno di Regione Toscana
Avventura, western e fantascienza sono gli ingredienti di queste piccole allegorie di genere, riformulate secondo l’antica tecnica popolare dell’ottava rima. Ricalcare e abitare una forma arcaica - quella dei cantori dei paladini di ariostesca memoria - diventa la chiave per condividere un immaginario con lo spettatore, per poi rovesciarlo e/o straniarlo. Questi episodi segnano infatti una tappa decisiva nell’indagine sulla parodia che I Sacchi di Sabbia stanno conducendo negli ultimi anni. La parodia intesa come “fuori posto”, come rottura del nesso naturale fra musica e linguaggio: ecco il cuore di quest’avventura. D’altronde, di fronte al mistero, la creazione artistica non può che farsi caricatura.
luglio 31, 2013
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Carezze



Castello Pasquini, Castiglioncello 7 luglio 2013 “CAREZZE” di Roberto Abbiati e Maurizio Lupinelli, assistente alla regia Elisa Pol
produzione Nerval Teatro, Benvenuti s.r.l in coproduzione con Armunia/Festival Inequilibrio con il sostegno di Sistema regionale dello spettacolo dal vivo Regione Toscana.
Carezze è la storia di due bambini e della loro amicizia raccontata attraverso le azioni e gli sguardi di due stralunati custodi di un vecchio istituto pieno di ricordi. È un viaggio nella memoria di due adulti che fanno ancora i conti con l’infanzia da loro vissuta. In questo percorso a ritroso s’intrecciano frammenti di vita quotidiana e immaginazione, utili per superare difficoltà e malinconie. La narrazione avviene con il disegno, con l’uso di oggetti, con rumori e suoni propri del linguaggio infantile. I personaggi e gli oggetti compongono una drammaturgia visionaria e fantastica. Solo grazie all’immaginazione antica, di cui l’infanzia è portatrice, è possibile scoprire la chiave per ritrovarsi nel filo del racconto.
luglio 29, 2013
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Joseph kids



Castello Pasquini, 7 luglio 2013 “JOSEPH_KIDS” di Alessandro Sciarroni
con Michele Di Stefano e un performer online
produzione Corpoceleste_C.C.00#
in coproduzione con Armunia/Festival Inequilibrio
con il sostegno di Teatro Stabile delle Marche
in collaborazione con Teatro Pubblico Pugliese/La Scena dei Ragazzi
Alessandro Sciarroni torna a riflettere sui meccanismi della creazione scenica ripensando Joseph, il suo primo solo, per il pubblico dell’infanzia. Joseph_kids vede in scena la presenza di un unico interprete, un uomo solo, davanti a un computer portatile. Come nella versione per il pubblico adulto, l’interprete va alla ricerca della sua immagine, che di volta in volta viene proiettata, deformata, raddoppiata e scomposta attraverso una webcam e alcuni semplici effetti video. Joseph fa le sue scelte davanti a un pubblico/testimone che riesce a seguire l’evoluzione di questo monologo fisico attraverso una grande videoproiezione che riproduce fedelmente la schermata del computer. Dapprima serio e rigoroso, il viaggio di Joseph diventa via via ironico e inaspettato.
luglio 29, 2013
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Scene di Woyzeck



Castello Pasquini, Castiglioncello 7 Luglio 2013 “SCENE DI WOYZECK”
Büchner/Berg
regia Federico Tiezzi
regista assistente Giovanni Scandella
preparazione vocale Francesca Della Monica
arrangiamenti e preparazione del coro Ernani Maletta
drammaturgia Fabrizio Sinisi
luci Gianni Pollini
costumi Maria Antonietta Lucarelli
direzione organizzativa Regina Piperno
con Roberto Latini e gli allievi-attori Maria Blandolino, Marco Brinzi, Matias Endrek, Simone Faloppa, Liyu Jin, Mauro Racanati, Daniele Sala, Rosa Sarti, Nicolò Todeschini, Anahì Traversi con la partecipazione della Schola Cantorum di Rosignano
produzione Teatro Laboratorio della Toscana diretto da Federico Tiezzi,
Compagnia Lombardi/Tiezzi, Armunia/Festival Inequilibrio
in collaborazione con Regione Toscana
Opera incompiuta del giovanissimo drammaturgo tedesco Georg Büchner, poi ripresa agli inizi del Novecento in forma operistica dal compositore espressionista Alban Berg, Woyzeck è il racconto di una follia: un giovane soldato assassina sua moglie per gelosia. Ma la forma con cui viene incontro oggi ha la compostezza di un campo di grano: un canto popolare che esprime il tormento dei cuori e il dolore universale. Ma le scene del Woyzeck dicono anche molti altri racconti: quello della violenza e della sopraffazione che diventano le caratteristiche strutturali di una condizione storica, quello di una progressiva militarizzazione dell’individuo, ma soprattutto quello di una grazia pasoliniana rintracciabile solo nei luoghi più bassi dell’umano, in quell’assoluta povertà in cui - nonostante il delitto - è possibile rintracciare una nuova e più profonda forma d’innocenza.
luglio 29, 2013
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King



Torre medicea Castiglioncello (LI) 28 giugno 2013 Rosignano Solvay, Spiagge bianche “KING” [SPIAGGE BIANCHE]+[CAMMINO]+[ACCAMPAMENTO]
cura e guida del progetto Leonardo Delogu
con Emanuela De Cecco, Leonardo Delogu, Simone Evangelisti, Elena Cleonice Fecit, Helene Gautier, Francesco Michele Laterza, Sara Leghissa, Daria Menichetti, Luca Poncetta, Valerio Sirna, Davide Tidoni
suono Davide Tidoni
luce Luca Poncetta
cura dell’allestimento Strasse in collaborazione con Cesare Ronconi
partecipazione alla visione Emanuela De Cecco
video Francesca De Isabella
con l’aiuto di Nusha Viola Ghironi

produzione Strasse
in coproduzione con Armunia/Festival Inequilibrio, Santarcangelo •13, Sosta Palmizi
con il sostegno di Centre de Creació L’animal a l’esquena, Celrà, Girona, Teatro Valdoca, Spazio c-32, Centro di Palmetta, Indisciplinarte
progetto vincitore del bando Created in Umbria

Strasse ha condotto sotto la guida di Leonardo Delogu una ricerca durata due anni – tra incontri chiusi e workshop pubblici dal titolo Camminare nella frana – sul rapporto tra corpo e paesaggio. Perno di questo processo esperienziale e di questo percorso di conoscenza rabdomantici sono state tre parole chiave: spazio, corpo e relazione, da cui ne sono emerse altre, come abitare, ascolto, vuoto, camminare, perdersi, trasformazione, sacro. Ne è nata una configurazione instabile, una comunità nomade aperta a una visione della danza e della performance che sfonda il concetto di opera chiusa per dare valore alla qualità della relazione, dell’incontro, dell’esperienza.

Di questo percorso King è la parte finale, articolata in tre fasi.

Inequilibro / spiagge bianche
La prima fase si dispiega in un tempo di abitazione di circa cinque mesi, da febbraio a giugno, delle Spiagge bianche di Rosignano Solvay. Periodicamente abitiamo questo paesaggio ferito, simbolo del “progresso” e annunciatore di un destino già presente. Lavoriamo a stretto contatto con la comunità locale, portando i nostri segni e i nostri principi di studio dentro i luoghi di vita. Fare un’esperienza di conoscenza di questo territorio significa cimentarsi con il potere contraddittorio dei tempi, con la potenza del paradosso, con la distanza tra forma e sostanza. È il punto di partenza, il simbolo dell’oggi.
Cammino / echi
La seconda fase si articola in un cammino dal Tirreno all’Adriatico attraverso l’Appennino alla ricerca di luoghi di silenzio e di energia. Un viaggio-meditazione a piedi attraverso la terra che congiunge le due sponde dell’Italia, l’ovest con l’est. Portare un’acqua a un’altra acqua, tenere insieme due mari, due orizzonti. trecento kilometri circa in cui si attraversa il cuore dell’Italia, un cuore spirituale in ombra, assorto e in silenzio. È l’opportunità di alimentare il fuoco della ricerca attraverso un movimento lento e costante in una terra di forte valenza naturalistica, di piccoli paesi, piccole comunità. Questa fase è documentata giornalmente nell’installazione visitabile alla Torre Medicea di Castiglioncello.

Santarcangelo •13 / accampamento
Nella terza fase si realizza un esperimento di “colonizzazione gentile” in un parco abbandonato nella prima periferia di Santarcangelo. Qui sarà creato un accampamento con materiali di riciclo trovati sul posto. Il campo sarà un’esperienza di architettura leggera, di presenza poco invasiva e allo stesso tempo sarà congegnato come un luogo d’incontro, di riverbero di domande, di espansione del pensiero. L’accampamento sarà lo spazio in cui sperimentare una forma di relazione con il pubblico dentro un tempo inconsueto, arcaico. Dormire, mangiare, studiare, giocare: saranno queste le azioni da condividere.

per seguire il cammino di King www.casaking.org
luglio 29, 2013
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