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Contrattazioni


Teatro India 15 Settembre 2017 - Short Theatre
ÉCOLE DES MAÎTRES / TRANSQUINQUENNAL | Contrattazioni

cssudine.it

Dimostrazione finale della XXVI edizione dell’Ecole Des Maîtres – Corso internazionale itinerante di perfezionamento teatrale maître 2017 Il collettivo Transquinquennal
con gli allievi attori : Angelo Campolo, Desy Gialuz, Elena Gigliotti, Francesco Napoli (Italia); Assiya El Mhaier, Emilie Marechal, Patrick Michel, Mathilde Rault(Belgio); Benjamin Tholozan, Lola Felouzis, Sophie Lebrun, Tom Politano (Francia); Oscar Silva, Catarina Campos Costa, Márcia Antónia Gomes (Portogallo)
partner di progetto e direzione artistica | CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia (Italia), CREPA – Centre de Recherche et d’Expérimentation en Pédagogie Artistique (CFWB/Belgio), TAGV – Teatro Académico de Gil Vicente, Colectivo 84 (Portogallo), La Comédie de Reims, Centre Dramatique National, Comédie de Caen – Centre Dramatique National de Normandie (Francia) con il sostegno  di MiBACT – Direzione Generale Spettacolo dal vivo (Italia), Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Direzione centrale cultura, sport e solidarietà (Italia)
con la partecipazione di Comune di Udine, Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, Short Theatre, Teatro di Roma (Italia); Théâtre de Liège – Centre européen de création théâtrale et chorégraphique, Centre des Arts scéniques, Ministère de la Communauté française – Service général des Arts de la scène, Wallonie Bruxelles International (CFWB/Belgio); Ministère de la Culture et de la Communication, Fonds d’Assurance Formation des Activités du Spectacle (Francia); Universidade de Coimbra, DGArtes – Governo de Portugal / Secretário de Estado da Cultura 
L’Ecole des Maîtres è un progetto di formazione teatrale avanzata ideato da Franco Quadri nel 1990 e che giunge quest’anno alla ventiseiesima edizione. Obiettivo formativo dell’Ecole des Maîtres è innescare una relazione fra giovani attori, formatisi nelle accademie d’arte drammatica e nelle scuole di teatro d’Europa già attivi come professionisti, e rinomati registi della scena internazionale. L’edizione 2017 dell’Ecole des Maîtres sarà diretta da Transquinquennal, collettivo teatrale fondato a Bruxelles nel 1989. Dal 2018 al 2022, il collettivo svilupperà il suo ultimo piano quinquennale, decidendo di programmare e fissare nel 2020 la sua fine. Per essere in sintonia con questa eutanasia volontaria, questi cinque anni s’ispireranno alle osservazioni di Elisabeth Kübler-Ross (1926-2004), psichiatra svizzero-americana, pioniera dell’approccio alle cure palliative. Secondo le sue teorie, dopo la diagnosi di un esito fatale, si osservano cinque fasi di lutto. Transquinquennal iscrive il lavoro dell’Ecole des Maîtres nella terza tappa del lutto: la Contrattazione. La riflessione e il lavoro prenderanno ispirazione dalla considerazione di come una pratica economica divida e al tempo stesso unisca la società. A guidare la pratica di creazione collettiva saranno due interrogativi: in che modo ognuno di noi è, nel contesto che lo circonda, un bene di consumo? E che valore si attribuisce agli altri consumandoli? 
settembre 29, 2017
 

Discorso Grigio 

La Pelanda 16 Settembre 2017 - Short Theatre
FANNY&ALEXANDER | Discorso Grigio 
ideazione | Luigi De Angelis e Chiara Lagani
drammaturgia | Chiara Lagani
progetto sonoro | The Mad Stork
regia | Luigi De Angelis
con | Marco Cavalcoli
annunciatrice | Chiara Lagani
registrazioni | Marco Parollo
abito di scena | Tagiuri Abbigliamento
oggetti di scena | Simonetta Venturini
maschera | Nicola Fagnani
organizazzione e comunicazione | Ilenia Carrone
amministrazione | Stefano Toma
produzione | E / Fanny & Alexander

fannyalexander.e-production.org

Secondo l’agenzia di stampa ufficiale il Presidente si rivolgerà alla Nazione. Non è certo la prima volta, nella Storia, che un Presidente parla a un Paese. Ecco. Il Presidente parlerà. Cosa c’è di strano? Che accadrà? Chi saprà riconoscere la sua voce capirà. Terza tappa, dopo il radiodramma “Alla Nazione” andato in onda su Rai Radio3, di un lungo progetto teatrale di Fanny&Alexander dedicato ai discorsi rivolti alle comunità, Discorso Grigio esplora le forme e le retoriche degli interventi politici ufficiali. Giocando con i luoghi comuni dell’oratoria politica ed esaltando le potenzialità di una parola calata in una drammaturgia sempre complessa, Marco Cavalcoli, già interprete del ventriloquo Mago di Oz, incarna qui in chiave concertistica un misterioso Presidente alle prese, tra i tanti riverberi passati e presenti di una memoria storica incancellabile, con un importante discorso inaugurale da pronunciare alla Nazione. A cinque anni dal debutto, Discorso Grigio viene presentato a Short Theatre, con piccole inedite irruzioni dell’oggi a gettar nuove luci (e ombre) nella partitura scenica originaria. 
settembre 29, 2017
 

Anarchy

La Pelanda 16 Settembre 2017 - Short Theatre
SOCIETAT DOCTOR ALONSO | Anarchy
regia | Sofia Asencio
drammaturgia | Tomàs Aragay
coreografia | Sofia Asencio
creazione e interpretazione | Semolina Tomic
luci e spazio scenico | CUBE
tecnico del suono | Marc Navarro
tecnica | Alfonso Ferri
produzione |  Imma Bové
comunicazione e distribuzione |  Tomàs Aragay 
coproduzione |  TNT - Terrassa Noves Tendències festival
in collaborazione con Ajuntament de Bàscara e Antic Theatre
con il sostegno dell’Instituto Cervantes Roma
doctoralonso.org 
Anarchy  di Societat Doctor Alonso è un esperimento tra caos e ordine, un esperimento da praticare con il pubblico: gli spettatori suonano chitarre elettriche, mentre la performer Semolina Tomic esplora il movimento, tutti coinvolti in un gioco e in una ricerca tra possibilità di controllo, libertà e confusione. “Se desideri il silenzio devi lavorare per averlo”, “fai ciò che vuoi”: con queste affermazioni la compagnia riassume le intenzioni possibili per chi partecipa alla performance. Fin dalla nascita ognuno di noi è legato a circostanze esterne e dipende da altri per ottenere cose essenziali, come cibo o calore. E così gli artisti dipendono dai teatri e dalle politiche governative per portare avanti o meno i loro progetti. Un’interdipendenza sociale, esistenziale, essenziale. Ma allora chi è il padrone dell’azione artistica, chi ne decide davvero il senso e le possibilità? Per la Societat Doctor Alonso l’arte è uno spazio organico per sperimentare e giocare con le condizioni e le contraddizioni del fare arte, e Anarchy pone una semplice domanda: “Chi possiede l’arte?”.  I diversi linguaggi si mescolano creando un esperimento vicino alla Live Art, in cui tutto è in movimento, tutto è uno slittamento di gesti e di temi. Il pubblico ha diritto e dovere di parola, di rumore e di silenzio. Ognuno è responsabile. Ognuno può scegliere di non fare.  Anarchy lancia uno slogan: ”Rumore e silenzio: il governo non ci possiede!”
settembre 29, 2017
 

MOTUS | Über Raffiche (nude expanded version)

La Pelanda 13 Settembre 2017 - Short Theatre
MOTUS | Über Raffiche (nude expanded version)
motusonline.com
dedicato a Splendid’s di Jean Genet
regia | Enrico Casagrande e Daniela Nicolò
con | Silvia Calderoni (Jean), Ilenia Caleo (Rafale), Sylvia De Fanti (Bravo), Federica Fracassi (il Poliziotto), Ondina Quadri (Pierrot), Alexia Sarantopoulou (Riton), Emanuela Villagrossi (Scott), I-Chen Zuffellato (Bob)
la voce della radio | Luca Scarlini e Daniela Nicolò
testi | Magdalena Barile e Luca Scarlini
fonica | Paolo Panella
progettazione scenica | Andrea Nicolini
scenotecnica | Damiano Bagli
produzione | Motus con Santarcangelo Festival
con il sostegno di MiBACT, Regione Emilia Romagna
grazie a Ert, Emilia Romagna Teatro Fondazione, Biennale Teatro 2016, L’arboreto – Teatro Dimora Mondaino, Teatro Petrella Longiano, Comune di Bologna
Foto ©DIANE_ilariascarpa_lucatelleschi
Nel 2016 Motus torna sulle tracce di Splendid’s di Jean Genet per riallestirlo con un cast interamente femminile, intenzione negata dalle regole stesse del copyright: da questa impossibilità nasce Raffiche, una riscrittura originale di Magdalena Barile e Luca Scarlini, con una volontà ancor più decisa di lavorare sui temi dell’identità e della rivolta. Una gang di attiviste, una “banda” di attrici che percorre generazioni della scena italiana, e non, è assediata in un albergo; donne dai nomi maschili, refrattarie a ogni tentativo di definizione, in resistenza armata contro la lobby farmaceutica. Motus presenta ora Über Raffiche, una “nude (expanded version)” della performance, non più in un sontuoso hotel ma in spazi nudi, in un formato a loop in cui il pubblico è libero di andare e venire. Un estenuato ripetersi di raffiche di parole (e ironiche micro-danze) per non arrendersi, proprio come Rafale che, anziché tentare il suicidio e rinunciare alla lotta – così avviene nel testo di Genet – nella versione dei Motus non getta le armi e…“continua a sparare. A sparare ancora (…) perché le raffiche in arte non hanno niente a che spartire col terrorismo e col terrore del mondo. Semmai sono un modo per attaccarlo, per farlo smottare, per smascherarne il fondo grottesco e vigliacco, per liberarci dalla paura” (da “Motus, Per Farla Finita Con La Dittatura Del Genere, Alfabeta2, 28 ottobre 2016, di Annalisa Sacchi).
settembre 27, 2017
 

Erodiàs

La Pelanda 14 Settembre 2017 - Short Theatre
Erodiàs
testo | Giovanni Testori
con | Federica Fracassi
regia | Renzo Martinelli
dramaturg | Francesca Garolla
assistente alla regia | Irene Petra Zani
suono | Fabio Cinicola
luci | Mattia De Pace
consulenza artistica | Sandro Lombardi
creazione costume d’epoca | Cesare Moriggi
consulenza e reallizzazione oggetti di scena | Laura Claus
produzione | Teatro i – con il contributo di Regione Lombardia / NEXT
teatroi.org
“Jokanaan!”
Erodiàs, il più violento dei Tre Lai, inizia così, con un urlo reiterato che si fa gioco di parole, musica che parte dal nome ebraico del Battista e che giunge a poco a poco a conficcarsi nella carne lombarda dilaniata. Giovanni Testori ha dedicato a Erodiade più di un testo.
Renzo Martinelli e Federica Fracassi scelgono Erodiàs, l’Erodiade spodestata, posseduta, ossessiva, che balbetta. Erodiàs incarna un tempo in cui la ragione non è ancora arrivata: una zona d’ombra non illuminata dalla luce dello spirito, un eterno purgatorio in cui la conoscenza/coscienza non trova spazio. Un personaggio “sottovuoto”, una figura bidimensionale che vive dietro un vetro. Sulla scena un quadro che prende vita e, al contempo, un negozio o uno schermo: l’unica dimensione in cui Eròdias può ancora sopravvivere, seppur confusa da quel conzerto e conzertino di dubbi e domande che il profeta ha in lei provocato. Non è abbastanza averlo messo a tacere con un atto cruento e blasfemo: la testa di Giovanni, separata da corpo, continua a parlarle, la provoca, le impone interrogativi a cui non trova risposta. Erodiàs non è più l’Erodiàs che era, ormai è il Battista stesso. Di lui prende le fattezze, una maschera nella maschera, da lui prende parole che non conosce, che non stanno ancora nella sua bocca, di lui cerca segni in ogni dove. Da lui, dall’amore per lui, nasce il suo tormento: che fare? Come andare avanti? Questa domanda risuona anche oggi. Che fare di un Dio che è diventato uomo e che, come ogni uomo, può anche sbagliare? Che fare di un amore che si sapeva di carne eppure ha l’odore dell’anima? Lo spettatore assiste. Guarda e aspetta, non può fare altro. Attende. Come se non ci fosse altra possibilità che questa. Ma è così? Oggi, è davvero così? 
settembre 27, 2017
 

ALMA SÖDERBERG | Cosas

La Pelanda 13 Settembre 2017 - Short Theatre
ALMA SÖDERBERG | Cosas
prima nazionale
coreografia e performance | Alma Söderberg
consulenza | Igor Dorbricic, Rodrigo Sobrazo
light design | Ellen Knops
grazie a Jeanine Durning and Hendrik Willekens.
La scena e una performer da sola, un collage di suoni, movimenti, gesti, parole che scorrono sfumando l’uno nell’altro, disegnando nuovi scenari. In Cosas Alma Söderberg canta mentre parla, parla mentre danza e danza mentre canta. Un’unica azione continuata concatena tra loro elementi espressivi diversi in un gioco inesauribile tra la performer in scena e il pubblico che la osserva. Alma Söderberg fa appello all’immaginario degli spettatori, richiamando situazioni, cliché, immagini, oggetti, versi di animali, suoni del paesaggio. Porzioni di linguaggio e di realtà costruiscono un discorso che va al di là delle parole, facendo intuire derive da percorrere, trasformando ogni cosa nella seguente. Cosas esamina gli aspetti fisici del linguaggio, e lo fa liberando le parole dal loro significato. In un flusso continuo di canzoni, parole, piedi che battono sul pavimento, e gesti verbalmente segnati, il suono e il movimento diventano così un’unica cosa. Alma Söderberg allude alla ricerca culturale ma poi se ne allontana, immergendosi e immergendoci in uno stato di trance in cui la sensibilità si acuisce e la confusione si fa codice linguistico. Cosas è una performance che fa dell’immediatezza lo strumento per condurci oltre l’immediato. 
settembre 27, 2017
 

(Untitled) Humpty Dumpty

La Pelanda 14 settembre 2017 – Short Theatre
CRISTINA KRISTAL RIZZO + SIR ALICE | (Untitled) Humpty Dumpty
prima nazionale
ideazione e interpretazione | Sir Alice e Cristina Kristal Rizzo
produzione | CAB008, Short Theatre Festival nell’ambito del progetto SOURCE
co-produzione | SACD, Festival di Avignone
in collaborazione con L’Officina atelier marseillais de production
residenza creativa | L’Arboreto – Teatro Dimora di Mondain

cristinarizzo.it
siralice.com
In collaborazione con il Festival d’Avignon e nell’ambito del progetto europeo SOURCE, Short Theatre 12 ospita due Sujet à vif, storica sezione del festival avignonese in cui artisti appartenenti ad ambiti diversi vengono invitati a sperimentare in duo la possibilità – e il rischio – di un lavoro comune. (Untitled) Humpty Dumpty è l’incontro tra la coreografa Cristina Kristal Rizzo e la musicista Sir Alice.
L’ellisse del mondo ci invita a scivolare nel cerchio e nelle sue modulazioni continue, tra il volgersi e lo svolgersi dei corpi. La scelta di una postura o di una attitudine non sono che delle illusioni. Possiamo generare una vibrazione senza imporla? Possiamo produrre un sistema che non abbia frontiere spaziali e temporali? Possiamo costruire un oggetto senza essere presi nelle maglie della relazione? La danza non è un linguaggio, è danza. Il suono non è un linguaggio, è suono. È in questo spazio di pensiero e di visione che Cristina Kristal Rizzo e Sir Alice attivano la loro connessione artistica. La creazione è generata come un dispositivo in cui degli elementi improvvisativi di suono e movimento si articolano intorno a 6 megafoni, simbolo attuale di allerta e di rivolta che trasforma i loro corpi e le loro voci in un breve ma intenso rituale di condivisione. Le due interpreti si appropriano di questi oggetti, li rendono sonori, ne trasfigurano l’immagine per generare una vibrazione e un ritmo comune in cui seguire unicamente l’istinto del corpo, attirarsi ed influenzarsi a vicenda in un cristallo di tempo in cui lo sguardo reciproco si attiva come luogo del possibile e dell’affezione.
settembre 26, 2017
 

ALMA SÖDEBERG | Travail

La Pelanda 12 Settembre 2017 - Short Theatre
ALMA SÖDEBERG | Travail
coreografia, musica, performance | Alma Söderberg
set design | Rodrigo Sobarzo de Larraechea
disegno luci | Katinka Marca
drammaturgia | Igor Dobričić
consulenza | Hendrik Willekens
produzione |Het Veem Theater.
coproduzione | Het Veem Theater, workspacebrussels, MDT/Danstationen/Atalante, Sweden
col supporto di | Statens kulturråd Sweden.
grazie a |  Hendrik Willekens
Tutto il tempo dall’inizio delle prove al giorno della prima Alma Soderberg ha continuato a raccogliere materiali facendo della sua pratica performativa la forma e il contenuto stesso del suo lavoro. E così la musica, la parola, il gesto, il ritmo, i testi di riferimento e i movimenti lavorati diventano strumenti di ricerca e di composizione.
Alma Söderberg colleziona materiali espressivi disparati, coniugandoli tra loro attraverso una scrittura coreografica e gestuale. Quello che prende vita in Travail, così come negli altri suoi lavori, è una traccia di significanti che è agita e praticata, più che pronunciata, suonata o danzata. Un flusso che destabilizza la provenienza di questi stessi materiali e li ricontestualizza, regalando loro una possibilità inedita di produrre significati.  Travail è una performance che mescola suono, corpo, voce e canto, gesto e movimento. Un’esperienza coreografica che sperimenta la pratica di raccogliere frammenti di qualunque cosa possa catturare l’attenzione durante la lettura di un giornale e della realtà, ricomponendo il tutto in un originale collage fatto di suoni e movimenti. Alma Söderberg performer unica in scena, insieme alla sua drum-machine, disegna un nuovo spazio di significato che non censuri o reprima alcuna possibilità espressiva, e che sappia riportare la storia di una ricerca aritstica e linguistica. 
settembre 22, 2017
 

I SACCHI DI SABBIA | Dialoghi degli dei

La Pelanda 8 Settembre 2017 - Short Theatre
I SACCHI DI SABBIA | Dialoghi degli dei
sacchidisabbia.com/dialoghidei
uno spettacolo de I Sacchi di Sabbia e Massimiliano Civica
con Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Enzo Illiano, Giulia Solano
produzione | Compagnia Lombardi-Tiezzi
co-produzione | I sacchi di sabbia
sostegno | Regione Toscana
Dialoghi Degli Dei nasce all’incontro tra Massimiliano Civica e I Sacchi di Sabbia. Scritti da Luciano di Samosata nel II secolo dopo Cristo, questi Dialoghi si presentano come una raccolta di aneddoti e indiscrezioni su vizi e trasgressioni degli abitanti dell’Olimpo: gli scontri “familiari” tra Zeus e Era, le continue lagnanze per le malefatte di Eros, i pettegolezzi tra Dioniso, Ermes ed Apollo. In questo allestimento gli Dei sono atterrati in una classe di un ginnasio, diventando oggetto concreto delle spietate interrogazioni con cui un’austera insegnante tormenta due suoi allievi. Seduti ai loro banchi di scuola e con i calzoni corti, i due maturi studenti, interrogati su tresche e malefatte degli immortali sperimentano sulla propria pelle le ingiustizie della scuola, preludio alle future ingiustizie della vita. Insieme per la prima volta I Sacchi di Sabbia e Massimiliano Civica si interrogano sul senso profondo della parola “intrattenimento”, alla divertita ricerca di forme desuete per “passare il tempo”, per vivere l’ozio e interrogare la Storia. 
Massimiliano Civica, classe 1974, nel 2007 vince il Premio Lo Straniero e il Premio Hystrio/Associazione Nazionale Critici Teatrali per l’insieme della sua attività teatrale. Sempre nel 2007 diventa Direttore Artistico del Teatro della Tosse di Genova e vince il Premio ETI Nuove Creatività. Nel 2014 dirige Alcesti messo in scena nell’ex carcere delle Murate a Firenze e vince il Premio UBU 2015 per la miglior regia.
La compagnia I sacchi di Sabbia nasce a Pisa nel 1995 e si distingue per la capacità di far incontrare tradizione popolare e ricerca spingendosi di volta in volta nell’esplorazione creativa di terreni diversi, dalla letteratura al cinema, dal fumetto all’opera. La Compagnia ha ricevuto un Premio UBU Speciale nel 2008 e il Premio Nazionale della Critica nel 2011. Nel 2016 I Sacchi di Sabbia vincono il Premio Lo Straniero per la loro attività. 
settembre 22, 2017
 

GWENDOLINE ROBIN | Cratère N°6899

La Pelanda 9 Settembre 2017 - Short Theatre
GWENDOLINE ROBIN | Cratère N°6899
gwendolinerobin.be
ideazione e realizzazione | Gwendoline Robin
assistenza coreografica | Ida De Vos
luci | Simon Siegmann
produzione associata | Entropie Production
co -prodotto da | KUnstenfestivaldesarts, BRASS
con l’accompagnamento di | Grandstudio
grazie a | Teatro di Liegi, A Day in Caveland di Philippe Quesne, l’astronomo Yael Naze e gli oceanologhi Bruno Delille e Jean-Louis Tison
foto | Jorge De la Torre Castro
Una cometa cade sulla terra. Si forma un cratere. Ne derivano effetti di trasformazione. Il paesaggio muta. Il paesaggio si forma. In Cratère N°6899 la Robin si avvicina all’elemento acqua, permettendosi e permettendoci così uno sguardo sul Pianeta Terra e sull’Universo. Con l’aiuto del pensiero scientifico, in particolare quello astronomico e geologico, con la possibilità di guardare ai confini dell’universo e nelle pieghe della terra, possiamo stabilire un contatto con la costellazione celeste e con la superficie terrestre. Manipolando elementi fisici e chimici come terra, acqua dinamite, vento, polveri colorate, vetro, Gwendoline Robin, si mette direttamente in relazione alla materia, agendo su di essa e con essa. Una performance che si compone di azioni che sanno tanto di immaginifico che di artigianale e che disegnano un’atmosfera primordiale fatta di magma, terra e materia stellare, in cui l’esperimento scientifico si confonde con l’operazione alchemica, con la pozione magica. Cratère N°6899 ricrea artificialmente tutto il mistero potente e fragile dell’origine della terra e della vita, accompagnando lo spettatore in un viaggio nel tempo e nello spazio, che in fondo è anche un viaggio dentro la nostra stessa natura. Ricostruire piccoli paesaggi che raccontino la disposizione di storie visive e acustiche che raccontano e insieme modificano il paesaggio stesso: questo è l’esperimento della Robin, che ha immaginato e costruito la performance a partire da un primo incontro nel febbraio del 2016 con l’astronomo Yael Naze e lo scienziato marino Bruno Delille. 
settembre 22, 2017
 

ANA BORRALHO & JOÃO GALANTE | Trigger of happiness

La Pelanda 8 Settembre 2017 - Short Theatre
ANA BORRALHO & JOÃO GALANTE | Trigger of happiness
prima nazionale
ideazione e direzione artistica | Ana Borralho & João Galante
disegno luci | Thomas Walgrave
suono | Coolgate, Pedro Augusto
collaborazione alla drammaturgia | Fernando J. Ribeiro
assistenza artistica | Alface (Cátia Leitão), André Uerba
performer | un gruppo di 12 giovani adulti di Roma: Andrea Casanova, Carolina Tilde Scimiterra, Chiara Ficarra, Claudia Faraone, Flavio di Paolo, Giulia Venturini, Leonardo Schifino, Mario Vai, Mattia Colucci, Pietro Turano, Lorna Massucci, Riccardo Osti Guerrazzi.
organizzazione e distribuzione | Andrea Sozzi
produzione | casaBranca
co-produzione Maria Matos Teatro Municipal, (Lisboa, Portugal), Jonk (Jönköping, Suécia), Nouveau Théâtre de Montreuil – CDN (França), Le phénix – scène nationale Valenciennes pôle européen de création(França)
col sostegno di CM- Lagos, Espaço Alkantara, LAC – Laboratório de Actividades Criativas, SIN Arts and Culture Centre, Companhia Olga Roriz
con il sostegno dell’Instituto Camões e dell’Ambasciata del Portogallo in Italia
casaBranca è una struttura finanziata dal Ministério da Cultura – Direcção Geral das Artes

casabranca-ac.com
anaborralhojoaogalante.weebly.com

Di cosa parliamo quando parliamo di felicità? Come possiamo essere felici in una società che non lo è? Per realizzare Trigger Of Happiness, Ana Borralho & João Galante si mettono in relazione con le città che li ospitano, coinvolgendo un gruppo di giovani tra i 18 e i 23 anni e lasciandogli la parola su una delle questioni più cruciali della vita di ciascuno: la felicità. La Felicità è una cosa diversa per ognuno; può essere immaginata come una condizione mentale, uno stato di soddisfazione materiale o una semplice sensazione di benessere. Il duo portoghese chiede a 12 ragazzi e ragazze, dal futuro ancora incerto e dal passato ancora vicino, di dare le proprie risposte alla domanda su cosa sia la felicità. Attraverso un dispositivo drammaturgico che simula il gioco della roulette russa, i due artisti indagano la definizione di un concetto complesso, essenziale e abusato, interrogando questo gruppo di giovani in una fase cruciale della loro vita e in una particolare realtà sociale, politica ed economica, comunque così complessa da lasciare uno spazio non ovvio al desiderio e alla speranza. I 12 ragazzi e ragazze, che per espressa richiesta della compagnia non devono avere troppa familiarità con la pratica performativa, sono stati scelti attraverso una selezione curata dal Festival in collaborazione con la compagnia stessa. Trigger Of Happiness è una performance partecipativa che interroga e mette in scena un gruppo di “giovani adulti”, con i loro sogni e le loro aspettative, i conflitti, i rischi, le sfide possibili, le questioni identitarie, lo sguardo a nuove esperienze, costringendoci a confrontarci con i nostri di desideri e frustrazioni, con la nostra capacità di accettarci e di vivere il cambiamento.  
settembre 22, 2017
 

Max Gericke

La Pelanda 9 Settembre 2017 – Short Theatre
Max Gericke
di Manfred Karge | titolo originale Jacke wie Hose
traduzione | Sabrina Venezia
regia | Fabrizio Arcuri
con | Angela Malfitano
set video | Lorenzo Letizia
assistente alla regia | Francesca Zerilli
produzione | TRA UN ATTO E L’ALTRO e ACCADEMIA DEGLI ARTEFATTI
in collaborazione con Ert-Emilia Romagna Teatro Fondazione
con il sostegno della Regione Emilia Romagna
si ringrazia il Teatro di Roma e Studio Spectrum

artefatti.org

Allievo di Bertolt Brecht, per anni stretto collaboratore di Heiner Müller, Manfred Karge (1938) è attore regista e drammaturgo tutt’ora attivo al Berliner Ensemble. Il suo testo più noto, Jacke Wie Hose (Giacca come pantaloni), è un monologo suddiviso in 26 brevi quadri e ispirato a una storia vera ambientata nella Germania nazista: Ella Gericke, rimane vedova nel bel mezzo della grande crisi del 1929 e, per sopravvivere, decide di indossare i panni del marito defunto, si trasforma in lui, e di lui assume anche il lavoro di gruista. È la storia di una sostituzione radicale. Il racconto di una trasformazione che mette in questione l’identità di genere in un ambito politico e sociale. Ella occupa il posto nel tessuto sociale che era del marito, e per farlo fa della sua femminilità non un segno ma uno strumento, audace, risolutivo. Diventa il marito, e lo fa per amor suo e del marito stesso. È la storia di una trasformazione necessaria, resistente. Una critica poetica a un sistema in declino. La Germania Nazista, la forza della parola femminile, la surrealtà di una scelta concreta e quotidiana. E poi anche il linguaggio di un teatro che vuole sempre e comunque indagare le pieghe della realtà, le derive di una crisi, l’immagine di una rivolta possibile. Max Gericke è il secondo progetto che vede la collaborazione di Accademia degli Artefatti e Tra un atto e l’altro, dopo che nel 2015 avevano prodotto e realizzato insieme FaustIn And Out di Elfriede Jelinek.

settembre 21, 2017
 
 
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