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La sottoveste rossa

Teatro Belli 6 febbraio2014 Cubatea presenta “LA SOTTOVESTE ROSSA”
 di Rosario Galli, con Patricia Vezzuli e con Martina Menichini e la partecipazione di Angelo Maggi. Regia di Claudio Boccaccini Una donna in una sala vuota; il suo nome è Clelia; è una bellissima donna sui 30 anni; attrice; sta spettando da ore per sostenere un provino con un importante e famoso Regista; ormai sono andati via tutti e lei è stanca e nervosa; decide di andarsene perché non sopporta più quell’attesa.
Ad un tratto una voce le chiede scusa e la prega di restare; è il Regista che ha avuto un problema ed è tornato solo ora; la donna indispettita dopo un po’ si convince a rimanere ma chiede di vedere il Regista che invece resta nascosto chissà dove; lui può vederla grazie alle telecamere e le chiede di esibirsi comunque.
Inizia un dialogo tra i due, teso, serrato, polemico, a tratti divertente; a poco a poco si scoprono verità inimmaginabili tra i due. Il Regista cerca di sedurre con la Voce quella bellissima donna che non vede il suo interlocutore ma è attratta dalle parole che dice e intrigata sempre di più da quella sfida; il Regista ad un certo punto per farsi perdonare introduce nella sala una ragazza, una sua assistente che entra a portare dei fiori e dello champagne; Clelia è lusingata di tutte quelle attenzioni e cerca complicità nella ragazza che però non le risponde che poche frasi e sparisce di nuovo. Clelia così accetta di esibirsi davanti all’Uomo che non si fa vedere e rimane nascosto chissà dove; canta, balla, recita, e ormai non più del tutto sobria per via del troppo champagne bevuto, si lascia andare e ricordi personale sempre più intimi che avvolgono il Regista in una spirale di seduzione dalla quale non riesce a sottrarsi. E le sorprese non sono finite…
febbraio 18, 2014
 

ilbUCO una storia QUASI vera

Teatro Furio Camillo 3 Febbraio 2014
 ilbUCO una storia QUASI vera
Di e Con: Paolo Alessandri
Regia: Pierluigi Bevilacqua
In Memoria di Luca Alessandri scomparso nel nulla il 7 Dicembre 2011.
Una produzione Piccola Compagnia Impertinente, in collaborazione con la X Edizione del ROMATEATROFESTIVAL 2014.
Promozione Ramona Genna e Silvia Torino
Ufficio Stampa Marcella Santomassimo
Video and Web Promotion Emanuele Massaioli
Costumi Monica Raponi
Foto di Scena Fabio Barbati
Che cos’è ilbUCO, questa non meglio definibile cavità dentro cui il monologo scava?
E’ un vuoto da cui fuggire, in cui talvolta si cade per errore, oppure è Nido, Rifugio in cui accoccolarsi, al riparo da clamori e ambizioni mondane?
Insomma è un Mezzo-Vuoto, o un Mezzo-Pieno?
Di sicuro “ilbUCO” è una storia quasi vera, quasi autobiografica; quasi dolce, quasi cinica. Un monologo quasi commovente, quasi … Tanti “quasi” poiché a parlare, sul palco, troviamo un quasi-uomo: o meglio un feto adulto di Quasi 40 anni che – ben consapevole della propria assurda condizione – impugna il paradosso dell’Esistenza nel lucido tentativo di piegarlo al proprio volere: il ricongiungimento con il buco originario. L’Utero. Quell’antro caldo, morbido e accogliente dal quale fu strappato – contro la propria volontà – in una infausta notte estiva di circa quarant’anni fa.
Un thriller speculativo candidamente anti esistenziale che, tramite l’uso di una stravagante ‘Logica’, fa della Eutanasia lo scopo primario di una vita generatasi per errore del Fato.
Un percorso scandito da improbabili ‘deduzioni maieutiche’ – di eco bislaccamente Socratico – per le quali Alessandri (ben ‘spalleggiato’ da un invisibile seppur ingombrante Dottore/Demiurgo) rappresenta l’unico punto di fuga sulla Scena.
L’unica certezza, per il nostro povero antieroe, è che “…(cit.) ilbUCO lo erediti dal sangue, come una malattia; dai cromosomi, come l’intelligenza. ilbUCO è l’humus, il limo, quel fango pisciato e fertile da cui tutti nasciamo. Sta a noi, poi, nell’arco di un’esistenza, decidere se sfuggirgli, o se tentare di perpetrarlo.”
febbraio 12, 2014
 

Luce nell'ombra

Audio intervista

Teatro Tordinona 14 Gennaio 2014 “Luce nell'ombra”
 Selezione Premio Scenario per Ustica 2013
Spettacolo ispirato a Etty Hillesum
Un progetto teatrale di Natasha Czertok - Obsoleta Teatro
con: Greta Marzano, Natasha Czertok, Chiara Galdiolo
partitura sonora: Ciriegi Luca
luci: Giulia Generali
con l'amichevole contributo di Roberto Cazzola (Adelphi Edizioni)
organizzazione: Cristina Zanotto
si ringrazia per la collaborazione Emilio Barone
ringraziamenti: Alfonso Santimone, Leda Piccardo, Samantha Benetti , Samantha Biferale In occasione della pubblicazione della nuova edizione delle Lettere (Novembre 2013) e del centenario della nascita di Esther "Etty" Hillesum (Gennaio 2014) Natasha Czertok/Obsoleta Teatro propone uno spettacolo che integra teatro, danza e linguaggio audiovisivo e con l'amichevole contributo di Roberto Cazzola (Adelphi Edizioni). E’ stato un lavoro di due anni di ricerca sul testo che ha permesso al gruppo di individuare i linguaggi necessari per intessere “un racconto in immagini” in cui non si tenta di dare spiegazioni né di raccontare una biografia ma di trasformare in luce, ombre, paesaggi sonori e visivi le immagini nate dall’incontro con questa testimonianza profonda e radicale, autoanalitica, a tratti mistica, sempre molto reale: “i piedi ben piantati nel fango”. in me c'è la grande immobile alba grigia, in me scorrono i fiumi e si innalzano le montagne(...)
febbraio 12, 2014
 

Gabbia, urlo del corpo parlante

Teatro Villa Torlonia dal 9 al 16 dicembre 2014 “Gabbia, urlo del corpo parlante” laboratorio a cura di Cathy Marchand. Il laboratorio, verterà intorno al concetto di “prigionia” intesa come impedimento fisico, ma anche come gabbia della nostra mente. L’indagine partirà dallo spettacolo totem del Living Theatre, The Brig, dove si rappresentava una prigione dei marines, in cui l’uomo veniva ridotto a numero gridato, a una macchina di obbedienza. Il lavoro in scena si baserà sulla visione del corpo biomeccanico, per poi passare ad un teatro di poesia dove un corpo sognante realizzerà quella forma, quella creazione di gabbia metafisica in cui l’attore si lascerà cadere, cedendo senza riserve. Il laboratorio, gratuito, aperto a massimo 25 partecipanti, è destinato ad attori, performer, studenti di scuole teatrali o universitari, ma anche a studenti delle scuole superiori, maggiori di 18 anni, a un pubblico indistinto che vuole sperimentare un lavoro sul corpo e la parola, coniugando un sentire creativo con un atto collettivo.
febbraio 05, 2014
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Angelo e Beatrice

Teatro Sidecar 26 Gennaio 2014 ANGELO e BEATRICE
 di Francesco Apolloni Regia di Massimiliano Caprara con: Veronica Milaneschi e Michele Botrugno
Angelo e Beatrice sono due terroristi. Angelo e Beatrice sono due ragazzi nella Roma degli anni settanta. Provengono da opposte estrazioni sociali ma sono accomunati da quella rabbiosa passione politica che caratterizzò un epoca, gli anni di piombo, e che finirà con spingerli verso conseguenze estreme portando il loro rapporto e le loro illusioni alla catastrofe finale. Attraverso una scrittura informata e che ricostruisce un periodo così topico della nostra storia con assoluta attendibilità, si snoda uno spettacolo sempre dinamico grazie ad una recitazione aggressiva ed empatica, scandito da fonti audiovisuali originali di particolare importanza. Angelo e Beatrice è uno spettacolo che ci appartiene immediatamente. Un atto teatrale che si inoltra nel DNA della nostra democrazia, della nostra recentissima storia politica, nei ricordi di una generazione, nella vita delle idee e nei sentimenti che le idee sprigionano.
L'impianto della messa in scena ruota attorno al luogo fisico della rappresentazione, l'attuale Sidecar già circolo di partito ed ancor prima rifugio anti aereo, con le sue gallerie semi interrate e le finestrelle blindate. Luogo ideale per il tema del "covo". Ciò che appare allo spettatore in scena è credibile e concreto così come il robusto apporto documentario che gioca con le scene e la fisicità degli attori talvolta spezzandola altre volte integrandola. E poi le musiche , le voci originali , i rumori degli attentati, le telefonate...Una ricostruzione non più ( ormai) solo dell'Italia passata (passata attraverso lo stragismo, il terrorismo ...) ma anche di quanto potrebbe pur sempre tornare in un futuro misterioso cui ci consegna anni di mal governo ed una incessante incuria culturale a discapito delle nuove generazioni degli ultimi vent'anni. Ho pensato quindi di far incalzare tra loro una molteplicità di elementi costruendo una macchina del tempo (passato/futuro) dinamica ma semplice depurandola il più possibile dai filtri linguistici della teatralità , dai suoi codici standardizzati. È venuto fuori un lavoro di impatto per i giovani e di dolorose riflessioni per le persone più anziane. Grazie quindi alla versatilità e alla lucidità di Francesco Apolloni , alla sua pignoleria appassionata, Angelo e Beatrice si insinua nel solco ancora tutto da scoprire e far trionfare del teatro utile, del teatro necessario...Del teatro.
Massimiliano Caprara
“Ho scritto questo testo ispirandomi a due “coppie famose” che parteciparono alla lotta armata negli anni ’70. Giusva Fioravanti e Francesca Mambro, Adriana Faranda e Valerio Morucci. I primi capi storici dei NAR i secondi membri del consiglio direttivo delle BR. Volutamente ho mescolato elementi che appartenessero alla estrema destra come all’estrema sinistra, perchè convinto che quell’energia “primitiva” che spinge un ragazzo a “saltare il fosso” e a impugnare una pistola o mitra, anche se dettata da ideologie molto diverse, alla fine, fosse la stessa. Ho realizzato questo testo circa 15 anni fa, in due diverse edizioni prima con Claudia Gerini (al suo debutto) e poi con Stefania Rocca e ha portato molta fortuna alle due attrici. Ho visto questa nuova edizione realizzata da Massimiliano Caprara che mi ha fatto dimenticare completamente il mio lavoro precedente, e appassionare in un modo nuovo alla storia dei due protagonisti.”
Francesco Apolloni
febbraio 05, 2014
 

Estemporaneità Musicale

Teatro Tordinona 13 Gennaio 2014 “Estemporaneità Musicale” Corvini Bros Estemporaneo Band Di Mario e Claudio Corvini. Direttori Claudio e Mario Corvini, con:
Giorgio Guarini Alto Sax
Erika Raffaeli Alto Sax
Cristiana Polegri Tenor Sax e Voce
Antonello del Sordo Trumpet
Paolo Federici Trumpet
Valerio Prigiotti Trumpet
Gianni Testa Trombone
Elisabetta Mattei Trombone
Edoardo Reali Guitar
Gianluca Pagliaricci Guitar
Luigi Russo Synthetizer
Dario Pimpolari Bass
Pietro Fumagalli Drums
E’ un progetto insolito considerando il panorama romano, un progetto originale improntato su musiche dal Jazz al Pop al Funky al Rock. Una formazione che prevede il Conducting, ovvero una forma estemporanea di composizione mediante cellule e convenzioni prestabilite, tanto in voga negli anni 70 e che sta tornando prepotentemente in voga.
Oltre che brani composti da uno dei direttori Mario Corvini, già direttore della PMJO Parco della Musica Jazz Orchestra, la musica dell’ensemble miscela una varietà di colori mischiati con musica elettronica dettata dal sintetizzatore e due chitarre oltre che nella gamma di fiati. www.mariocorvini.com
febbraio 03, 2014
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SUPERSTAR

Audio intervista su Radio Boh
Recensione dello spettacolo su gufeto.it

 Teatro dell’Orologio 24 Gennaio 2014 “SUPERSTAR”
 DI:Fabio Morgan, Leonardo Ferrari Carissimi, Andrea Carvelli
REGIA:Fabio Morgan
attori:Fabio Morgan, Emiliano Reggente
scene e costumi: Alessandra Muschella
Tratto da Petrolio di Pier Paolo Pasolini, lo spettacolo nasce dal tentativo di raccontare gli ultimi ‘50 anni di Storia d’Italia attraverso la figura letteraria di Pier Paolo Pasolini. Viene così raccontata l’ascesa al potere di Silvio Berlusconi utilizzando il protagonista del romanzo Petrolio, l’ingegner Carlo Valletti, alter ego di Pier Paolo Pasolini.
Lo spettacolo racconta attraverso la figura di Carlo Valletti l’ascesa al potere di Silvio Berlusconi, ritraendo tutti i passaggi da lui compiuti. Il lavoro è suddiviso in una parte scenica e una parte video che si danno alla vista dello spettatore contemporaneamente. Questo sdoppiamento della visione ricalca la struttura doppia del romanzo di Pasolini: nella parte iniziale di Petrolio, infatti, il protagonista si sdoppia in due, schizofrenia presente nello stesso autore, autobiografica e centrale nel romanzo. Dei due doppi creati in Petrolio un Carlo si occuperà dell’ascesa nel potere sociale mentre il suo alter ego Karl si occuperà della degradazione fisica che l’accettazione dei compromessi per l’ascesa al potere comporta, ed entrerà in una sorta di circolo sodomitico dove intratterrà sempre dei rapporti morbosi ossessivi sessuali con qualsiasi persona con cui verrà in contatto.
febbraio 03, 2014
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