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The d’autore – La mia casa è poesia

Casa di C.R. Avigliana 19 settembre 2014
The d’autore – La mia casa è poesia
Piccola Compagnia della Magnolia (Italia)
Autore raccontato: Dino Campana.
a casa di quattro cittadini aviglianesi 17-19 e 21 / 9
Quattro cittadini volontari per il festival apriranno la loro casa agli spettatori, e naturalmente alla compagnie straniere ospiti del festival. Convivialmente - sorseggiando un tè - si ascolteranno la presentazione e la lettura dei brani di un poeta/autore rappresentativo per ciascuno dei cinque paesi rappresentati al Festival. A seguire, un atelier pratico di scrittura/improvvisazione poetica sullo stile dell'autore proposto. Concluderà l'incontro una conversazione sul tema: TEMPO EFFIMERO: incroci tra teatro e letteratura. Autori: Dino Campana, Wisława Szymborska, Angelica Liddell, Tove Janson, Hugo Claus.
Questa attività rientra nel programma "C.ReS.co. Comunità Creative", ideata da C.ReS.co. Coordinamento nazionale della Scena Contemporanea, di cui Piccola Compagnia della Magnolia è socio promotore.
ottobre 09, 2014
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That's it

Teatro Fassino, Avigliana 20 Settembre 2014
 Sandman (Belgio)
THAT’S IT
Concept, choreography and performance: Sabine Molenaar
Music: Emilian Gatsov
Light design: Filip Timmerman
Dramaturgy: Gina Șerbănescu
Coproduced by: Workspace Brussels
Supported by: 4Culture Association (Bucharest), Ultima Vez, workspacebrussels
(Belgium), Jardin d’Europe, Culture Programme of the European Union, Joji inc
Thanks to: Workspace Brussels, Artpotheek, Festival Cement
Dove finiscono i sogni e inizia la realtà?
In questo suo nuovo assolo di danza, Sabine Molenaar si spinge verso la deriva della realtà, recupera i suoi incubi onirici, trasforma le creature nascoste negli oscuri recessi della mente in un sogno che modifica il corpo, il tempo e lo spazio.
Un ottovolante di memorie che attraversa senza logica paesaggi onirici, storie e immagini. Con i suoi movimenti la danzatrice Molenaar seduce lo spettatore fino a condurlo faccia a faccia con la sua più grande paura: che nulla è come sembra.
Attraverso il “disagio” lo spettatore s’imbatte nello “stato” privo di controllo della danzatrice, arrivando così a scontrarsi con una bruciante domanda: dove finiscono i sogni e inizia la realtà?
Sabine Molenaar (1985, Olanda) si trasferisce ad Amsterdam nel 2003 per studiare Modern Theatre Dance. Nel 2006 lavora con Ann van den Broek per la performance “E19 the way to San José” e più tardi diventa co-fondatrice della compagnia olandese 'Instant Collective'. Nel 2008 torna a Bruxelles e lavora a livello internazionale per più di 2 anni con la compagnia 'Peeping Tom'. Nel 2012 crea il suo primo solo “That's it” con il sostegno della sua nuova compagnia Sandman. Lo spettacolo vince il primo premio all' ACT festival di Bilbao e il premio 'Strongest female talent' nel Theater Aan Zee' di Oostende, Belgio.
ottobre 09, 2014
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Duras mon Amour

Teatro Piccolo Eliseo 8 Ottobre 2014 Chai Teatro presenta
 Anna Clemente Silvera e Vincenzo Bocciarelli
In DURAS MON AMOUR
di Gennaro Colangelo
con Maurizio Palladino nel ruolo di Robert Antelme
Massimiliano Mastroeni e Francesco Tozzi
regia di Maurizio Palladino
La più famosa scrittrice del Novecento francese, Marguerite Duras, è in scena a Roma dall'8 al 12 ottobre al Teatro Piccolo Eliseo “Patroni Griffi”. L’associazione Chai Teatro produce lo spettacolo Duras Mon Amour, drammaturgia originale che ricostruisce gli ultimi mesi di vita della scrittrice. Sullo sfondo di mezzo secolo di storia francese, Duras racconta se stessa, la politica, i mariti, gli amici e il suo ultimo amore, Yann, diventando ella stessa personaggio da romanzo. Tenera e violenta, capace di grande generosità e incontenibili furori, l’autrice de "Il dolore", "L’amante" e tante altre opere di successo, dialoga con i propri fantasmi in un serrato incontro/scontro con gli uomini della sua vita, convinta che la solitudine dell’intellettuale sia la condizione della sua libertà creativa ma anche il duro prezzo da pagare al pubblico e al sistema mediatico famelico e invasivo, portato a divorare i propri idoli. La lotta contro le ingiustizie sociali e la capacità di battersi per preservare le proprie idee, caratterizzano l’ultima fase di una donna che mantiene la sua lucidità e il suo disprezzo per i mediocri fino alla fine.
Nelle note di regia di India Song, Marguerite Duras ha scritto che il lavoro “si costruirà a partire dal suono, poi dalla luce”. Così avviene per Duras Mon Amour, dove elementi elusivi ed allusivi si combinano e si confondono, inquadrando i quadri scenici come tranches de vie degli ultimi mesi di vita della grande scrittrice francese. Nell'appartamento parigino al n. 5 di Rue Saint-Benoit, divenuto negli anni sempre più claustrale, si sviluppa una dialettica notturna frutto di una tortura reciproca, attraverso la lenta discesa agli inferi di due sopravvissuti, in cui il testo dialogo col Cielo mentre la scrittura scenica commercia con l'Inferno. Al centro del gioco si colloca una figura femminile infelice e vampiresca, adorata da schiere di lettori in tutto il mondo, ma ancora oscillante tra il desiderio di successo e l'indifferenza verso la vita, in equilibrio tra un passato ancora denso di misteri o ambiguità e un presente in cui respinge e insieme ricerca l'attenzione di tutti. Non pretendiamo che la donna al centro del dramma sia la vera Duras, non esigiamo che venga riconosciuta come la nostra Duras, ma se questo nome famoso include le interpretazioni e i significati che un grande amore ingloba nel suo orizzonte di senso, allora la protagonista in qualche misura è comunque Duras. Eternamente in bilico tra verità e menzogna e quindi perfettamente adeguata al teatro: strumento ineffabile di illusione, menzogna che dice sempre la verità.
info: www.chaiteatro.it
ottobre 08, 2014
 

Sette minuti

Teatro Tordinona 30 Settembre 2014 “Schegge D’Autore” Festival della Drammaturgia Italiana XIV Edizione
 SETTE MINUTI
 di Marco Piilucci con: Diletta Magnoni, Maximiliana Piotrowska, Valentina Cropanise, Luna Maiello, Maria Simoni, Federica Carlini, Giulia Masotti, Serenella Angelini, Simone Amato, regia Stefano Villani.
Sette minuti sono un tempo necessario per riflettere sulla propria vita i propri errori, le inutili vittorie. Sette minuti e tutto finisce. Sette minuti; nessuno avrebbe voluto tutto questo ma la vita va vissuta contromano per essere vissuta in pieno e senza rimpianti.
ottobre 06, 2014
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L'ultimo atto

Teatro Tordinona 30 Settembre 2014 “Schegge D’Autore” Festival della Drammaturgia Italiana XIV Edizione
L’ULTIMO ATTO
di Daniele Scarpati interpretazione e regia di Luca Di Gennaro.
 Il protagonista è un giovane ragazzo senza nome che, nel tentativo disperato di reagire a un lutto inaspettato e devastante, cerca conforto e distrazione nel sesso virtuale e nelle tresche da chat. il web gli appare come una città incantata e piena di vita, che però, ai suoi margini, nasconde periferie degradate e piene di insidie. Un’inarrestabile spirale di violenza e squallore umano. Una caduta rapida e dolorosa verso il più nero e folle dei baratri.
ottobre 06, 2014
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Tutto ciò che non è amore

Teatro Tordinona 30 Settembre 2014 “Schegge D’Autore” Festival della Drammaturgia Italiana XIV Edizione
 TUTTO CIÒ CHE NON È AMORE
di Sara Corelli con Pierfrancesco Perrucci
Matteo ha 22 anni, è un ragazzo apparentemente normale ma racchiude in se un profondo dramma che lo tormenta da quando era bambino. E’ in un carcere psichiatrico con l’accusa di violenza sessuale aggravata e continuata e a causa della visita a sorpresa della madre, che non vede da due anni, è costretto a rivivere tutti quegli episodi della sua vita che lo hanno portato al compimento di quel folle gesto. Un colpevole “innocente”, un eterno fanciullo diventato adulto troppo presto nonché vittima e carnefice di un amore sbagliato.
ottobre 06, 2014
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Il giorno che cannibalizzato Eric Emmanuel Schmitt

Teatro Tordinona 30 Settembre 2014 “Schegge D’Autore” Festival della Drammaturgia Italiana XIV Edizione
IL GIORNO CHE HO CANNIBALIZZATO ERIC EMMANUEL SCHMITT di Anna Cantagallo con: Alberto Caccialupi, Massimo Mangia, Daniela Benvenuti, regia Nicola Caccavelli.
Con l’arte si mangia…perfino l’autore! Di questo si è auto accusata l’imputata. A sua discolpa solo banali scuse: era in numerosa compagnia mentre attendeva di incontrare il suo idolo alla fiera del libro, ed è stato lui stesso ad offrirsi in pasto alle sue lettrici. Infatti,come resistere all’invito di quel corpo corpulento dove, incredibilmente, è alloggiata l’anima delicata del grande scrittore Eric-Emmanuel Schmitt?
ottobre 06, 2014
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