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Cara utopia

Romexpo – Roma Fringe Festival 4 giugno 2015
CARA UTOPIA
Di Maria Teresa Berardelli – Regia: Marianna Di Mauro Con Claudia Crisafio – Scene: Lucio Duca – Aiuto regia: Dimitri D’Urbano
Foto di scena: Guido Mencari – Foto backstage teaser: Ciro Meggiolaro
Teaser: Alessandro Formica – Compagnia Nuove Officine
Pasqualina Losacco è la protagonista di questa storia. Ha settantacinque anni ed è di origini pugliesi. È cresciuta con la nonna alla quale era molto legata e che seguiva in ogni faccenda domestica, soprattutto nella cucina. La guardava cucinare, cercando di apprendere da lei il più possibile. Dopo aver lavorato per tanti anni come domestica in una casa di Roma, in seguito alla morte della proprietaria, viene cacciata di casa e si ritrova per strada. All’inizio lotta contro la fame, il freddo e le violenze subite, ma Pasqualina ha una fede, che non è quella religiosa. La sua fede è il suo sogno, l’unica grande passione della sua vita: diventare una cuoca. Pasqualina è sicura che un giorno, prima o poi, riuscirà a realizzarlo.
giugno 09, 2015
 

Vaghe donne

Romexpo – Roma Fringe Festival 31 maggio 2015
VAGHE DONNE
Regia: Velia Viti
Con Maria Antonia Fama e Maurizio Minnucci
Musiche: Maurizio Minnucci
Compagnia Manaus Opera
Dopo il successo del progetto teatrale “ComeRisolvereInDueProblemiCheDaSoliNonAvreste”, Velia Viti e Maria Antonia Fama, con Maurizio Minnucci alla chitarra, tornano in scena con “Vaghe Donne-L’Amore ai tempi della Peste”, una rilettura all’insegna della sfera femminile del Decameron di Boccaccio, che ha ottenuto un ottimo riscontro di critica e pubblico durante l’ultimo Festival di Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni.
giugno 08, 2015
 

#ALTROKESUPERMAN

TEATRO TORDINONA 19 Maggio 2015
#ALTROKESUPERMAN
Scritto da Luca Gaeta & Salvatore Rancatore
Musiche live SUPERTUMBP "BAD" ORKESTRA
con Salvatore Rancatore live music Giuseppe Coglitore Roberto Tavano Iaco Posky
regia Luca Gaeta
Grafica Carlo Vignapiano
Foto Angeles Parrinello
Organizzazione Lidia Varsalona e Paolo Longo
Comunicazione Stefania D'orazio
Collaborazione artistica KILLTHE PIG
Due Supereroi (per questa speciale edizione addirittura 4)
Una sala hobby.
Una festa di compleanno.
Il tempo delle mele.
Il cielo stellato dove volare. Un sogno grande come il mantello di SUPERMAN.
Il primo party-theater dell'universo.
Una parola d'ordine: l'amore è la vera Kriptonite.

NOTE DI REGIA
"Ecco, io vi insegno il superuomo:
egli è questo fulmine, egli è questa follia!" Friedrich Nietzsche - Così parlò Zarathustra Da sempre i Supereroi sono la risposta degli uomini ai momenti di crisi nelle società.
Sogni materiali in cui investire per uscire dal momento negativo.
Sono quel segno + che ci vive dentro e che è poi la risposta all'oblio del tempo.
Ci vuole energia per vivere, ci vuole energia positiva per vivere i tempi di crisi.
Essere Supereroe oggi è semplicemente dire di essere, senza se e senza ma.
Essere tempo, essere azione, essere costruzione di qualcosa che superi il Male (qualsiasi nome abbia il male): costruire per superare il buio con una scintilla di astuzia e poesia. Essere Supereroi è essere attore, musicista, artista che proprio in momenti come questo sono le specie a più rischio d'estinzione.
Essere Supereroi è essere genitori, è avere la forza di dare speranza e gioia al nostro futuro.
Essere Supereroi è vincere contro ogni pronostico.
Essere Supereroi è indossare quelle tutine e quei mantelli che rendono la lotta contro l'oscurità sempre divertente.
Essere Supereoi è non aver paura di avere speranze e non sentir imbarazzo nell'essere entusiasti, mai.
Essere Supereroi è essere qui ed ora.
giugno 03, 2015
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ACTARUS

Teatro Biblioteca Quarticciolo 16 maggio 2015
ACTARUS. La vera storia di un pilota di robot
di DoppioSenso Unico e Claudio Morici
con Luca Ruocco e Ivan Talarico
reading galattico di DoppioSenso Unico dal romanzo di Claudio Morici in anteprima mondiale. Con la loro recitazione forzata ed innaturale Luca Ruocco ed Ivan Talarico danno voce ad Actarus e agli altri personaggi del romanzo di Morici (Meridiano Zero edizioni, 2007), che reinterpreta il mito originale giapponese in chiave decadente e sarcastica. Intervallati dalle musiche originali del cartone animato Ruocco e Talarico distruggeranno il male senza muoversi dai loro leggii.
maggio 28, 2015
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EMINA OrfaniRoboT: un ORFANOROBOT e l’ANIMEUCRONIA

Teatro Biblioteca Quarticciolo 15 maggio 2015
con Davide Tarò / Overcast
EMINA OrfaniRoboT: un ORFANOROBOT e l’ANIMEUCRONIA
performance live dell’autore Davide Tarò con musiche originali degli Overcast che leggerà (col volto nascosto dalla maschera da OrfanoRoboT) ampi stralci dal suo romanzo EMINA OrfaniRoboT (001 Edizioni).

di e con Daniele Timpano
ECCE ROBOT! Cronaca di un’invasione – ritorna a Roma lo spettacolo Cult sulla Goldrake Generation scritto, diretto interpretato da Daniele Timpano nel 2007. Ispirato liberamente all’opera di Go Nagai (Jeeg Robot, Mazinga, Goldrake) lo spettacolo ripercorre per frammenti l’immaginario eroico di una generazione cresciuta davanti alla TV nell’Italia delle stragi, del rapimento di Aldo Moro, delle Brigate Rosse, dell’ascesa di Silvio Berlusconi e delle sue televisioni. Tra resoconto delle trame dei singoli episodi dei cartoni giapponesi (con particolare attenzione per la trama di Mazinga Z) e ricostruzione storica di un’invasione (quella dei serial nipponici nei palinsesti pubblici e privati, ma anche quella della televisione dentro le nostre teste), lo spettacolo è il divertito e autocritico racconto di una generazione che, ignara di vivere negli anni di piombo, cresceva tra robot d’acciaio.

un progetto di Daniele Timpano e DoppioSenso Unico Una piccola rassegna che si propone di investigare, attraverso l’esplorazione di alcune produzioni artistiche originali (letterarie, teatrali, musicali) l’influenza su alcune generazioni di italiani, cresciuti tra gli anni 70 e gli anni 80, di questo ampio corpus insieme mitico e mass-mediatico costituito dall’animazione giapponese. Un corpus mitologico contemporaneo che ha nutrito l’immaginario di quella che oggi è la generazione dei più o meno quarantenni, la generazione dei precari, dei “lavoretti”, dei “mille euro al mese” (quando sono fortunati). Era questo il mondo che ci avevano promesso da bambini? Era questa l’Italia a cui andavamo incontro? Goldrake age addio, addio happy days.
maggio 28, 2015
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Ecce Robot!

Teatro Biblioteca Quarticciolo 15 maggio 2015
ECCE ROBOT!
di e con Daniele Timpano
Cronaca di un’invasione – ritorna a Roma lo spettacolo Cult sulla Goldrake Generation scritto, diretto interpretato da Daniele Timpano nel 2007. Ispirato liberamente all’opera di Go Nagai (Jeeg Robot, Mazinga, Goldrake) lo spettacolo ripercorre per frammenti l’immaginario eroico di una generazione cresciuta davanti alla TV nell’Italia delle stragi, del rapimento di Aldo Moro, delle Brigate Rosse, dell’ascesa di Silvio Berlusconi e delle sue televisioni. Tra resoconto delle trame dei singoli episodi dei cartoni giapponesi (con particolare attenzione per la trama di Mazinga Z) e ricostruzione storica di un’invasione (quella dei serial nipponici nei palinsesti pubblici e privati, ma anche quella della televisione dentro le nostre teste), lo spettacolo è il divertito e autocritico racconto di una generazione che, ignara di vivere negli anni di piombo, cresceva tra robot d’acciaio.

un progetto di Daniele Timpano e DoppioSenso Unico
Una piccola rassegna che si propone di investigare, attraverso l’esplorazione di alcune produzioni artistiche originali (letterarie, teatrali, musicali) l’influenza su alcune generazioni di italiani, cresciuti tra gli anni 70 e gli anni 80, di questo ampio corpus insieme mitico e mass-mediatico costituito dall’animazione giapponese. Un corpus mitologico contemporaneo che ha nutrito l’immaginario di quella che oggi è la generazione dei più o meno quarantenni, la generazione dei precari, dei “lavoretti”, dei “mille euro al mese” (quando sono fortunati). Era questo il mondo che ci avevano promesso da bambini? Era questa l’Italia a cui andavamo incontro? Goldrake age addio, addio happy days.
maggio 26, 2015
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Se cadere imprigionare amo

Teatro dell'Orologio 21 maggio 2015 Festival "Inventaria"
SE CADERE IMPRIGIONARE AMO
scritto e diretto da Andrea Cramarossa
Interpreti: Isabella Careccia, Silvia Cuccovillo, Federico Gobbi, Patrizia Labianca, Domenico Piscopo.
Teatro delle Bambole
Spettacolo teatrale di ricerca con reminiscenze kafkiane racconta, in maniera originale e toccante, di sentimenti, relazioni sociali, meccanismi e dinamiche che ci uniscono, per nostra volontà o contro il nostro volere, tenendoci “legati”. La drammaturgia, che tesse le trame fitte di quella tela che è “Se cadere imprigionare amo”, risulta un misto di dichiarata poesia e narrazione dissonante. La storia prende avvio dal sogno di un bruco addormentato nel suo bozzolo. Seguiamo la sua metamorfosi da un vivere ripugnante e strisciante ad un vivere saltellante e svolazzante.
Protagonista una madre che decide di lasciare i propri quattro figli per sempre. L’abbandono precede la caduta, l’omicidio, la perdita. Di queste persone rimane solo la menzione in un articolo sgrammaticato di un quotidiano di provincia, nella pagina della cronaca nera.
In scena quindi farfalle e blatte intrappolate nella tela di un ragno che tesse parole incomprensibili, metafora di una grande società composta dagli stessi protagonisti. Questi cercano di ribellarsi, ma non riescono ad uscire, volare, accettare il cambiamento della trasformazione. Spesso sono vittime del proprio racconto. A volte riescono a vincere grazie alla loro bellezza, altre a dispetto della bruttezza di chi si professa innocente e viene ingiustamente condannato per atti che non ha commesso. Tutti però rimangono imprigionati nel tentativo estenuante di trovare un’identità possibile. La “quarta parete” viene continuamente abbattuta e ricostruita: gli spettatori entrano così direttamente nel gioco della metamorfosi, talvolta condotto attraverso atti demenziali, talvolta con drammaticità, sfociando spesso nel senso di un vivere grottesco. Ne risulta una pièce al limite dell’assurdo, a tratti comica, ferale e sempre dinamica.
Dall'incesto alla pedofilia, dall'innamoramento alla schiavitù, dall'antropofagia alla solitudine, ciascun personaggio vive la propria realtà portando con sé un segreto che solo il pubblico potrà svelare. Qualcosa, però, può anche andare storto e ciò che consideriamo bello (farfalle) può anche esser letale a differenza di ciò che comunemente viene preso per brutto e repellente (blatte e scarafaggi).
NOTE DELL’AUTORE
Lo spettacolo nasce dal progetto di ricerca “La lingua degli insetti // Cofanetto 3: La Caduta”. L’approccio al mondo immenso e misterioso degli Insetti, mi ha permesso, con stupore, di lasciarmi suggestionare dagli stimoli sensibili dei loro micro movimenti, del loro esistere, del loro “sentire”, aprendo lo sguardo su possibili connessioni con il mondo altrettanto misterioso degli esseri umani. Così, da sempre alla scoperta dell’arte coerente con la percezione sensoriale dell’umano sentire, ho potuto avvicinarmi, non senza difficoltà ma con enorme fascinazione, a quello che amiamo definire “sesto senso”, il senso impalpabile di molti animali – forse anche delle piante – insetti compresi. Del progetto di ricerca “La lingua degli insetti”, fanno parte il “Cofanetto 1: L’Urlo” (Imenotteri - Vincitore del FAP, Festival delle Arti Performative) e il “Cofanetto 2: Lo Strappo” (Coleotteri). Il “sesto senso” ha guidato l’intero gruppo di ricerca verso un approdo più strutturato, il mondo dei Lepidotteri e dei Blattidi (farfalle, blatte e scarafaggi), per osservare, assaporare, innamorarsi della trasformazione e della metamorfosi.
maggio 26, 2015
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