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Come d'autunno

Romexpo – Roma Fringe Festival 5 Giugno 2015
COME D'AUTUNNO
Regia della compagnia – Interpreti: Elena Scalet, Gianluca Follo, Francesco Modugno, Alberto Zambelli Compagnia Iloveyousubito – Associazione Culturale Qubo
In occasione del centenario dello scoppio della Grande Guerra, la storia prende spunto da un episodio storico: la scelta del Milite ignoto. Una donna di Gradisca di Isonzo, che aveva perso un figlio in guerra, venne chiamata a scegliere tra undici salme quella destinata a rappresentare il Milite ignoto. Lo spettacolo si basa su un dialogo immaginario tra questa donna e il figlio, attraverso il quale emergono particolari e aneddoti che mostrano la guerra in tutta la sua crudeltà. Dal racconto del figlio prendono vita altri personaggi, realmente esistititi, come lo scrittore Emilio Lussu e il patriota Enrico Toti. Il testo è scritto da Lello Gurrado, autore di numerosi romanzi tra cui Fulmine, Invertendo l’ordine dei fattori, La scommessa, Gli sdrogati.
giugno 15, 2015
 

Checkpoint Charlie

TEATRO FURIO CAMILLO 11 Giugno 2015
 Scuola di teatro piccola compagnia impertinente presenta
Checkpoint Charlie
con Rita Cancellaro, Giulia Cerrone, Franco Chierici, Luca Citarelli, Umberto Contini, Michele Correra, Serena de Lillo, Emilio de Niro, Chiara Gioiosa, Antonio Lonigro, Mariangela Lonigro, Alfonso Pedone, Giammarco Pignatiello, Francesco Saggese, Ilaria Scarano
ideazione e regia Pierluigi Bevilacqua
Produzione Piccola compagnia impertinente
Checkpoint Charlie è tutto ciò che la guerra significa.
Rappresenta l'esistenza stessa del conflitto.
Una presenza storica e materiale del continuo desiderio di potere, che porta ad una semplice riflessione: perché tutto il meglio che l'uomo crea deve necessariamente nascere dallo scontro?
giugno 15, 2015
 

Dovevate rimanere a casa, coglioni

Castel Sant’Elmo Napoli 7 giugno 2015 Fringe Festival
DOVEVATE RIMANERE A CASA, COGLIONI
Progetto U.R.T. Unità di Ricerca Teatrale
di Rodrigo Garcia
Con Rebecca Rossetti
Regia Jurij Ferrini
Il teatro di Rodrigo Garcia è una vera ginnastica della mente per il pubblico, una attività sana e divertente. La sua irriverenza va al di là della forma: Garcia riempie di scomodità ogni contenuto, ogni periodo ed ogni aggettivo, negli sproloqui apparentemente sconclusionati che porta in scena. Dirigere questo lavoro significa per me avere una grande opportunità di guidare un flusso creativo immane e condurlo allo spettatore, dove esso prende forme molto diverse a seconda della fantasia di chi le ascolta e le vede.
giugno 15, 2015
 

Girotondo

Teatro India il 30 maggio 2015
Girotondo
di Arthur Schnitzler con la regia di Simone Giustinelli
Il testo, scritto tra il 1897 ed il 1900, è uno dei più interessanti testi del drammaturgo austriaco. Dieci personaggi, appartenenti a tutti gli strati della società (una prostituta, un soldato, una cameriera, un giovane signore, una giovane signora, il marito, una ragazzina, un poeta, un’attrice ed un conte) s’incontrano ed esprimono i loro desideri, le loro fragilità, i loro bisogni primari, la loro voglia d’avere relazioni umane.
Per il regista “è interessante vedere come Arthur Schnitzler racconti l’umanità e tutti i suoi bisogni ed istinti, anche primari, come quello sessuale, ma anche cercare di capire come in questo testo l’essere umano usi gli altri essere umani per dominarli“. Nella sua visione “è importante far capire come Arthur Schnitzler crei dei personaggi che fingono dei comportamenti per non svelare i propri istinti. Tutto si svolge in un non luogo e non tempo. Le persone si rigenerano sempre, come in un “girotondo”, dal quale si riparte sempre da un punto zero. I personaggi, attraverso le parole, svelano altri significati o comportamenti differenti da quelli enunciati“.
Girotondo è formato, secondo Simone Giustinelli, “da una comicità amara, che non lascia spazio al riso ma al sorriso“. Nell’interessante impostazione da lui voluta, tutti i personaggi assistono, restando sempre in scena, alle varie vicende raccontate, con una intento quasi voyeristico per spiare e conoscere l’altro e le sue inquietudini. Un’atmosfera drammatica ed inquietante, che viene accentuata dalla scabra scenografia (delle panche che diventano tutta una serie d’oggetti, tra cui: stipiti di porte e letti) e da luci spesso soffuse ed intime.
Tutto il cast artistico, formato da Ugo Benini, Cristel Caccetta, Bernardo Casertano, Beatrice Fedi, Silvia Lorenzo, Margherita Mannino, Riccardo Marotta, Sarah Nicolucci, Daniel Terranegra e Francesco Wolf, è risultato ottimale, così come lo sono state le scenografie di Michael Durastanti, il disegno luci di Paride Donatelli e le foto di scena di Marzia Troiani. Da citare giustamente anche la fondamentale aiuto regia di Erica Sivilli. Lo spettacolo è una produzione JUSTINTWO, con la co-produzione di GenerazioneOFF ed il sostegno di Carrozzerie n.o.t. Un ringraziamento va anche al Teatro Tor Bella Monaca, alla Casa dei Teatri e della Drammaturgia Contemporanea Ex Lavanderia S.Maria della Pietà, CSOA ex Snia, GPRV – ex cinema preneste, all’assistente alla produzione Vincenzo Nappi e l’ufficio stampa di Stefania D’Orazio, ed ovviamente anche al Teatro India ed a tutto il personale ed all’organizzazione dell’All In Festival per aver reso possibile la cosa (soprattutto l’ufficio stampa di Lavinia Martini).
giugno 15, 2015
 

Scùossa

Ridotto Teatro Mercadante Napoli 7 giugno 2015 Fringe Festival
SCÙOSSA
Sutta Scupa
liberamente tratto da “L’ammazzatore” di Rosario Palazzolo
regia Giuseppe Massa
con Gaspare Balsamo e Simona Malato
scene e costumi Simone Mannino
luci Rudy Laurinavicius
suono Tazio Iacobacci
assistente scene e costumi Linda Randazzo
assistente alla produzione Elena Amato
Ernesto Scùossa rivive l’ultimo anno della sua vita: dall’inizio della sua carriera di ammazzatore (killer di professione) fino al momento di definitiva deflagrazione della sua esistenza. In scena, invocati dallo stesso Scùossa, si materializzano gli uomini e le donne che hanno attraversato con lui questo arco di tempo: La Madre, Cartapecora (il boss che lo assolda), Angelo (la sua prima vittima), Katia (la momentanea compagna). Proprio attraverso la relazione con Katia nella mente di Scùossa si insinua lentamente, scavando come un verme, l’eventualità di una libera scelta, la possibilità di percorrere una strada alternativa, la remota probabilità di riuscire a formulare un pensiero nuovo. Questo goffo tentativo di rivalsa risulterà vano però, perché Cartapecora verrà a imporgli e a ricordargli che, all’interno di questo inferno laico dove l’umano ha lasciato il posto al disumano, nessuna possibilità̀ di espiazione è prevista per un ammazzatore, né tanto meno per le sue vittime.
giugno 15, 2015
 

Miasmi

Romexpo – Roma Fringe Festival 5 Giugno 2015
MIASMI
Regia: Ludovica Sistopaoli – Testo: Ludovica Sistopaoli
Attrice: Ludovica Sistopaoli – Direttore di Scena: Matteo Bennati
Aiuto regia: Marta Ruggieri – Disegno luci: Javier Delle Monache
Musiche: Francesco Leineri
Scenografia: Anastasia Barasheva – Costumi: Anna Maria Curreli – Grafica: Michela Rossi
Compagnia Ludovica Sistopaoli – S.P. Servizi pubblicitari s.r.l. – Gruppo creativa
Questa è la storia di un omicidio. Salamè è una bambina molto problematica: i suoi compagni di classe la prendono in giro quotidianamente, in modo cattivo e verbalmente violento. La maestra non si accorge di nulla. La madre non è in grado di aiutarla. Il padre non si esprime. Il tutto degenera tragicamente in un atto di estrema violenza: Salamè decide di vendicarsi e uccide un suo compagno di classe. Vera protagonista è la violenza, presente come un’ombra all’interno di tutti i personaggi. In scena c’è un’unica attrice che utilizza marionette corporee e (non)maschere per dare vita a ogni personaggio.
giugno 15, 2015
 

CLEO - Storia di una puttana

Teatro Tordinona 28 maggio 2015
CLEO- Storia di una puttana
Di Susy Suarez
Con Susy Suarez, Andrea Galatà
Regia di Paolo Orlandelli
Cleo è una giovane donna prigioniera di un doloroso segreto e di una vita che le è stata strappata, che solo grazie alla caparbietà di uno psichiatra troverà il coraggio di aprirsi e raccontarsi. Sondare il passato come analisi del processo di formazione della personalità, in un universo in cui maschile e femminile sembrano irrimediabilmente contrapposti, senza possibilità di dialogo, senza possibilità di scambio, di amore.
Il dialogo con il terapista diventa così, di volta in volta, dialogo con il padre e dialogo interiore, con il “doppio”, e la costruzione del rapporto di fiducia con l’uomo diventa il viaggio stesso lungo cui Cleo si confessa: il rapporto simbiotico e di grande affetto che la legava alla sorella maggiore, l'assenza di un padre, una madre distratta che salta da una relazione all’altra. E poi ancora la vita di strada, l'intolleranza nei confronti di chi la considera “problematica”, lungo un viaggio schietto e lucido in cui solo affrontando ciò che l’ha spezzata Cleo potrà riappropriarsi della propria identità.
giugno 12, 2015
 
 
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