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L'ora accanto

Teatro Due 14 febbraio 2016
L'ORA ACCANTO (capitolo III)
di Filippo Gili
con Massimiliano Benvenuto, Silvia Benvenuto, Ermanno De Biagi, Vincenzo De Michele, Michela Martini, Vanessa Scalera
regia Francesco Frangipane
scene Francesco Ghisu
costumi Cristian Spadoni
luci Giuseppe Filipponio
musiche originali Roberto Angelini
assistente alla regia Giorgia Ferrara
assistente scenografo Lorena Curti
un progetto Uffici Teatrali
una produzione Progetto Goldstein
in collaborazione con Argot Studio
residenza produttiva Teatro dell'Orologio, Carrozzerie N.O.T.
Lo spettacolo vuole esplorare l’ultraterreno, la morte come dato di fatto che si riaffaccia alla vita, anche se per un’ora soltanto, in una tempesta di emozioni forti che vanno dalla incredulità, alla felicità, alla rabbia, fino alla più totale disperazione per l’ennesimo e ultimo addio.
febbraio 25, 2016
 

Biografia della peste

Teatro dell’Orologio 4 Febbraio 2016
BIOGRAFIA DELLA PESTE
di e con Francesco d’Amore e Luciana Maniaci
regia Roberto Tarasco
produzione Maniaci d'Amore, Nidodiragno
SINOSSI
Un ragazzo viene investito da un'auto. Torna a casa per informare la madre di essere morto ma lei non ci crede. Intanto lo scandalo si diffonde nel paese in cui morire non è concesso. Una riflessione sull'individuo e sulla comunità, sul coraggio e la follia.
febbraio 25, 2016
 

Le brugole Diario di una donna

Teatro Due 12 febbraio 2016
LE BRUGOLE - DIARIO DI UNA DONNA DIVERSAMENTE ETERO
DALL'11 AL 14 FEBBRAIO
Marioletta Bideri per BIS TREMILA presenta
DIARIO DI UNA DONNA DIVERSAMENTE ETERO
Annagaia Marchioro e Roberta Lidia De Stefano
Regia Paola Galassi
Da un’idea coraggiosa ed irriverente di Giovanna Donini, giornalista e autrice televisiva, nasce la rubrica “Diversamente Etero” che ha spopolato (e spopola) sul web e viene pubblicato da Vanity Fair. Lo spettacolo interpretato dalle Brugole (Annagaia Marchioro e Roberta Lidia De Stefano) con la regia di Paola Galassi è tratto da questa rubrica e racconta le vicende tragicomiche (più comiche che tragiche) di donne che a amano le donne. Ma anche di donne che amano gli uomini, che per quanto siano in via di estinzione, esistono tutt'oggi e noi scegliamo di non escludere nessuno. Sulla scena le attrici si alternano in personaggi esilaranti, che vengono intervistati e messi alla berlina o semplicemente fatti esistere. Ognuno di loro porta una storia e un vissuto privato che cerca un senso. Dalla sentinella in piedi, che non riconosce nessun diritto alle coppie di fatto, alla scoppiata di fatto che non riconosce proprio nessuno. La specialista del sesso arriva per chiare al pubblico alcune domande fondamentali sull'orgasmo e sull'amore tra due donne, mentre la traslocatrice invade la scena di scatoloni e di ricordi. Uno spettacolo interattivo, dove al pubblico viene chiesto di partecipare, inviando messaggi e mettendosi in gioco in prima persona. Perché il teatro é fatto dai vivi e per i vivi e per i molti che decidono di uscire, ridere, riflettere, e conoscere con mano. “Diario di una donna diversamente etero” é il secondo capitolo di una saga iniziata con "Metafisica dell'amore" spettacolo vincitore del Festival di Asti per la nuova drammaturgia. Uno spettacolo che nasce dall’intreccio di storie vissute in prima persona e da altre storie scoperte attraverso un'indagine svolta all'interno del mondo omosessuale. Più in generale, un’indagine per dar voce all'amore degli anni 2000.
Uno spettacolo di racconti, situazioni e cabaret sulla vita e sull’amore. Uno spettacolo senza veli né fronzoli né foruncoli sulla testa, uno spettacolo ad altissimo rischio d’innamoramento. Come fanno l’amore due donne? Guardate lo spettacolo.
febbraio 24, 2016
 

Donne

Teatro Tordinona 16 Febbraio 2016
Donne
Testo e Regia di Simone Schinocca
Con Valentina Aicardi e Silvia Freda

Universo femminile specchio e anima della nostra società, femminilità vissuta nascosta nel tempo e nella storia. Donne che hanno combattuto guerre, fatto rivoluzioni, che sono state mamme, lavoratrici, eroine, campionesse e casalinghe. Azioni troppo spesso dimenticate.
Durante la resistenza più di 35.000 donne hanno ufficialmente preso parte a scontri armati, e ancora più alto il numero di donne che fecero parte della resistenza non armata, rischiando la vita per fare staffette, distribuire stampa clandestina, ospitare e assistere partigiani.  Il Novecento viene chiamato il secolo delle donne, e questo spettacolo è un viaggio attraverso il XX secolo italiano, concentrandosi su un percorso di emancipazione, celebrando vittorie – come il suffragio universale del 1946 che estese il voto anche alle donne. Si materializzano così in scena ragazze che stringono le schede come biglietti d’amore, signore con sgabelli pieghevoli sotto al braccio, per il timore di stancarsi nelle lunghe file davanti ai seggi e con conversazioni politiche fra uomo e donna che hanno il sapore della “parità”.
Si riconoscono poi le sconfitte di una società che si è mostrata ancora troppo immatura per riconoscere la dovuta dignità all’universo femminile. Nonostante il boom economico, esiste ancora in un certo periodo di tempo, la divisione tra donna mistificata come moglie e serva della casa e donna oggetto profano del piacere. Dono invece di un tradizionale moralismo che sembra giustificato da mitologie trascendentali (Pandora e il vaso che contiene tutti i mali del mondo) è la visione della femminilità come sibillina e ammaliatrice.
Lo spettacolo racconta delle persone che si sono opposte a questi pregiudizi, ma anche delle norme che invece li hanno rafforzati, giustificando a volte comportamenti degradanti. Questo viaggio, che usa l’ironia come strumento di rappresentazione, s’incupisce quando affronta il tema della violenza. Violente sono le norme che davano ai tribunali il potere di decidere il grado dello stupro tramite aberranti spiegazioni scientifiche, volte a misurare se il rapporto era completo o un “semplice” atto di libidine, senza minimamente considerare i danni psicologici subiti dalla persona offesa. Oppure leggi come l’articolo 544 del Codice penale che permetteva allo stupratore di non scontare alcuna pena grazie alla promessa di sposare la propria vittima. In questo contesto viene narrata la storia di Franca Viola, ragazza siciliana diciassettenne rapita e violentata da un corteggiatore respinto, che denuncia il proprio carnefice e respinge le nozze riparatrici. La storia di Franca non si legge nei libri di storia, ma ha contribuito a denunciare la condizione femminile e quindi a migliorare la vita delle donne in una società ancora maschilista.
L’opera alterna piccole vicende che vedono singole protagoniste a situazioni condivise. Come la vita delle immigrate che lasciano il paese di origine per seguire i propri uomini e rammendare non più gli indumenti del contadino sporchi di terra, ma le tute dell’operaio. Ma anche delle lavoratrici che subiscono condizioni estenuanti e che hanno lottato per ottenere una vita più dignitosa: le “gelsominaie” calabresi, ricercate poco più che bambine per le loro dita capaci di cogliere questi fiori delicati, materia prima per l’industria dei profumi. Piccole donne pagate un tanto al peso dei fiori che raccoglievano che partivano da casa alle tre del mattino per terminare la raccolta entro le nove; oppure le braccianti meridionali che con il “poscia” – una sorta di grembiule a sacco – arrivavano a raccogliere 15 chili di olive in un solo trasporto. Lo stesso poscia che, in provincia di Lecce, le donne bruciarono in piazza perché definito strumento di tortura; o anche le mondine del vercellese e del novarese, per intere giornate con l’acqua fino alle ginocchia, a piedi nudi e con la schiena curva per togliere le erbacce che disturbavano la crescita delle piantine di riso. Le mondine sono state le prime donne a lottare per un giornata lavorativa di sole otto ore, perché oltre la condizione diventava insostenibile.
Donne è quindi uno spettacolo che diventa racconto di piccole e grandi storie, si trasforma in partecipazione per i traguardi raggiunti, le lotte e i sacrifici sopportati, terminando con il gioco delle “prime donne”: ovvero tutte le donne che sono riuscite ad abbattere un pregiudizio infondato.
Da Alfonsina Strada prima e unica donna a gareggiare con gli uomini nel Giro d’Italia ad Alessandra Germi la prima donna pubblico ministero, da Angela Gasparini prima donna vigile a Roma a Lella Lombardi, la prima pilota di Formula Uno, da Tina Anselmi prima donna ministro, a Nilde Iotti prima donna presidente della Camera dei Deputati – ufficio che conservò per 13 anni, guadagnandosi il rispetto di tutti i partiti. 
febbraio 24, 2016
 

Dear friends

Teatro Tordinona 14 febbraio 2016
DEAR FRIENDS…
Atto Unico di Adriano Sconocchia
Con: Alessandra Cimino, Pietro Marone, Adriano Sconocchia
Regia di Adriano Sconocchia
La scena si sviluppa in un ambiente unico con  tre attori e una voce. Martino, Elio e Carolina - attraverso i ricordi e la morte precoce di un amico comune di nome Paolo - parlano cinicamente, ironizzano e si battibeccano sugli interrogativi della vita e riflettono sulle colpe reciproche e sulla morte. Una situazione che lì, in quell’istante e non solo, li accomuna e paradossalmente li divide. Tutto si svilupperà anche grazie all’immancabile psicosi dei tempi moderni che ci vede dipendenti dagli smartphone e dai nuovi social.
Cosa è successo realmente? Cosa si nasconde dietro questi personaggi vivi e non?
febbraio 16, 2016
 

Le parole di Rita

Teatro India, 29 gennaio 2016
LE PAROLE DI RITA
Racconto teatrale per voce immagini e musica dall’autobiografia e dalle lettere di Rita Levi-Montalcini
testo di Andrea Grignolio e Valeria Patera
regia Valeria Patera
con Giulia Lazzarini
video Valeria Spera
Produzione Centro Culturale mobilita' delle arti & TIMOS teatro-eventi
Capita spesso che personaggi che raggiungono un’ampia notorietà si consegnino alla nostra memoria con l’aura austera dell’età avanzata, quasi che giovani non lo fossero mai stati. Questo vale anche per Rita Levi-Montalcini che, dopo essere stata insignita del Premio Nobel per la medicina, è diventata un’icona internazionale stigmatizzata da uno stile inconfondibile. Ma che indefesso impegno e rigore non necessariamente esulino da allegria, umorismo e prontezza di spirito, ce lo conferma la lettura del suo epistolario. Ed è proprio questa trascinante vitalità ad essere portata in scena per un inedito incontro con la grande scienziata. Il testo, che intreccia passaggi dell’autobiografia con lettere scritte dall’America alla madre e alla sorella Paola, si compone di videoclips con flash delle opere dei suoi pittori preferiti, i volti e i suoi ricordi famigliari, le esclusive immagini al microscopio filmate con Giuseppe Levi, paesaggi musicali e ancora l’angoscia della guerra e i palpiti di una giovane donna che decide il suo destino in un’epoca storica in cui questa libertà non era affatto ovvia.
febbraio 16, 2016
 

SOME GIRL(S)

Teatro Piccolo Eliseo 11 febbraio
SOME GIRL(S)
di Neil Labute
Con Gabriele Russo, Laura Graziosi, Bianca Nappi, Roberta Spagnuolo, Martina Galletta
Regia Marcello Cotugno
scene LUIGI FERRIGNO
costumi ANNA PAOLA BRANCIA D’APRICENA
Prima di sposarsi, Guy decide di mettersi in cerca delle proprie ex per provare a sistemare “il casino che ha combinato nella sua vita sentimentale lungo la strada verso la maturità”.
Quattro donne si alternano in un viaggio à rebours che somiglia alla psicanalisi: Sam è una ragazza abbandonata, Tyler ha fatto dell’indipendenza un motivo d’orgoglio, Lindsay è affamata di vendetta, Bobbi è una che non casca nella trappola delle relazioni. E poi c’è Reggie, una ragazzina curiosa che conosceremo online, cliccando su un link.
E se… se neanche Guy le conoscesse davvero? Se fossero delle nemesi? Proseguirebbe comunque il cammino verso la propria maturità che ha tutto l’aspetto (impegnativo) di un matrimonio?
febbraio 16, 2016
 
 
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