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Bellissima omaggio

Giardini della Filarmonica Romana 29 Agosto 2017
XXIV edizione dello storico festival “I Solisti del Teatro”
GDO DANCE COMPANY presenta
“Bellissima, omaggio ad Anna Magnani”
Sceneggiatura e regia: Simona Lacapruccia
Coregrafie: Daniele Toti
Attori: Simona Lacapruccia
Danzatori: Silvia Pinna, Daniele Toti
Anna Magnani rivive in questo modo tramite le parole, la musica e la danza, in un connubio fortunato che permette allo spettatore di cogliere ogni particolare della figura di questa grande Donna e attrice e permette di avvicinare soprattutto le nuove generazioni a un periodo culturale e artistico passato, difficile ma pieno di opere e di figure di grandissimo valore come quella di Anna Magnani.
settembre 08, 2017
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La violence

"Autori nel cassetto, attori sul comò" 2017
"la violence"
Scrittura scenica e regia di Massimo Stinco
Interpretato da Marco Santi.
Si parla di bullismo, di omofobia, di violenza. La storia, tristemente vera, è raccontata e rivissuta da un giovanissimo ragazzo francese. Lo spettacolo è ispirato a due romanzi di Edouard Louis, un altrettanto giovanissimo "enfant prodige".

settembre 08, 2017
 

Vinni a u munnu

"Autori nel cassetto, attori sul comò" 2017
3° classificato
VINNI A U’ MUNNU 
Regia David Mastinu
Con Martina Zuccarello, Filippo Velardi
Sicilia. Una Palermo ,quella dei primi anni ‘90, Rosi, giovane ostetrica,racconta la storia di quel 13 ottobre 1991.

settembre 08, 2017
 

Generazioni

Fringe Festival 31 Agosto 2017
GENERAZIONI
di e con Alessandra Cappuccini
regia Mario Umberto Carosi
spettacolo, scritto ed interpretato da Alessandra Cappuccini e diretto da Mario Umberto Carosi, che racconta la vita di tre donne: nonna, madre e figlia, mettendo a confronto tre epoche diverse, ognuna con la propria morale, la propria etica e le proprie regole non scritte a cui queste donne si ribellano.
Tre storie di coraggio che narrano la forza dell’individualità e dell’essere donna: la nonna, che vive durante la seconda guerra mondiale, la mamma durante le contestazioni studentesche degli anni 60/70 e la figlia al giorno d’oggi. Un monologo che dipinge e tratteggia personaggi e luoghi diversi attraverso la fisicità e la gestualità dinamica di Alessandra Cappuccini, offrendo diversi spunti di riflessione sulle tematiche di genere, sulla storia della donna nel nostro paese, dalla fine della seconda guerra mondiale ai giorni nostri.
I tre periodi temporali si intrecciano e si sovrappongono nella voce e nei gesti dell’attrice, aiutata da pochi elementi scenici, oggetti di vita quotidiana, che si trasformano durante il racconto. Si materializzano così le tre generazioni: la storia della nonna, Rosetta, e il racconto di come lei si innamora e rimane incinta di un soldato fascista, padre di una bimba che non conoscerà mai, perché fucilato. La vita della madre, Margherita, cresciuta senza padre, in una stazione ferroviaria impresenziata, del suo viaggio a Roma dove si appassiona di politica alla fine degli anni 60. E infine Giulia, una donna moderna, che sogna di fare l’attrice, incastrata in una mondo frenetico, ipocrita e soffocante, una vita che sogna di cambiare.
La ricerca de La Compagnia Cirocomare Teatro, fondata nel 2002, si ispira alla “Commedia all’improvviso” dei comici dell’arte del XV° secolo, con l’intento di contestualizzare la Commedia dell’Arte nella società contemporanea. Attraverso lo studio di nuove maschere ispirate ai nostri tempi viene raccontato il mondo di oggi, conservando una dimensione mitica e fiabesca propria della Commedia.

settembre 07, 2017
 

The moon is desert

"Autori nel cassetto, attori sul comò" 2017
1° Classificato
THE MOON IS DESERT
Regia di Fabio Cicchiello
Di Fabio Cicchiello, Daniele Dositeo, Luca Refrigeri
Con Daniele Dositeo, Luca Refrigeri, Katiuscia Rossi, Corrado Zizzo
Essere licenziati. Rispondere ad un annuncio di lavoro della NASA e ritrovarsi intrepidi astronauti per una missione destinata a salvare il destino dell’umanità: riportare sulla Terra il misterioso Andesfurs. “The moon is desert” o forse no, perché ad attenderli e frapporsi tra loro e la realizzazione dell’obiettivo troveranno creature lunari, problemi terrestri, situazioni assurde e tragedie esistenziali. Per portare a termine la loro missione non resta che il raggio Protosfor, la fantasia, la magia, l’illusione e la profonda consapevolezza della fragilità umana. II° classificato
settembre 07, 2017
 

Lo stagno

"Autori nel cassetto, attori sul comò" 2017
2° Classificato
LO STAGNO
Regia di Armando Quaranta
Compagnia Bluestocking: Federico Galante, Martina Montini,
Lei e lui stanno insieme, convivono. Dividono, da un tempo lungo e indefinito, la stessa casa, gli stessi oggetti, lo stesso divano. Lei e lui non escono molto, o forse, non escono affatto: la casa è diventata una sorta di rifugio sicuro, un luogo in cui si è protetti da un mondo esterno che fa paura a prescindere, anche senza pericoli che incombono. Lei e lui si parlano, si amano, si odiano, si sopportano, si supportano, ma non sanno “come si fa a fare le cose”. Sono belli, immobili,strani, come certe cose che, a guardarle bene, sembrano uno stagno.
settembre 07, 2017
 

Vietato oltrepassare la linea gialla

"Autori nel cassetto, attori sul comò" 2017
VIETATO OLTREPASSARE LA LINEA GIALLA
di e con Debora Mattiello
co-produzione IF Prana 

“Cosa fai stamani?”
“Ho deciso. Parto.”
“Anch'io”
“Eppure ci dimenticheranno...”
“Hai con te i documenti?”
“Sì, dovessi perdermi...”
Note di Debora Mattiello

I personaggi, come apparizioni, si presentano, arrivano per partire, eppure vogliono disegnare una loro biografia, lasciare un segno, dire di sé, prima che sia troppo tardi, prima che la vita scoppi, prima che un luogo di partenze diventi un buco, una voragine, dove fermarsi per sempre. Una serie di personaggi, assurdi, grotteschi e malinconici, buffi figli di una quotidianità distratta, crudele e cinica, disegnano un affresco popolare, ironico e drammatico. 
Siamo all'interno di una sala d'aspetto di una grande stazione, in un giorno d'estate… forse. Capita di sentirci piccoli, minuscoli, ma padroni. Padroni della parte millesimale delle scale del condominio, della macchina pagata a rate, padroni della rata stessa, del mutuo conquistato a suon di ipoteche, della libreria montata a suon di bestemmie e dei libri, che non abbiamo mai aperto, ma che sono nostri(ci sta pure la dedica!), padroni dei souvenirs (la gondola, il centrino, la Torre di Pisa, la Tour Eiffel e, se ci fosse, avremmo pure il plastico di una villetta… per sentirci parte di qualche salotto della TV, quella pubblica, quella della quale dovremmo essere padroni); padroni della propria inettitudine.

Guardiamo la nostra vita dall’oblò dell’ombelico, ci sembra pure di scegliere e di decidere quando e come e se… eppure… Eppure poi, improvvisamente, arriva lo smacco. Non siamo i padroni di niente e perdipiù non siamo soli, su questa terra. La nostra piccola storiella quotidiana perde i confini, si sfuma, si confonde con quella grande dell’umanità e, se ci guardiamo intorno, fuori dal nostro territorio, le nostre paure sono anche quelle degli altri, di chi abita in un’altra scala o in un altro paese.
Peccato che spesso questo avvenga solo quando qualcosa di terribile ci mette tutti sullo stesso piano e ci rende vittime. Così la Grande Storia ci ricorda che siamo parte di una umanità. 

settembre 07, 2017
 
 
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