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Theatrum Mundi Show

Teatro India, 21 marzo 2018
Theatrum Mundi Show
(…commodius vicius of recirculation..)
ideazione, selezione testi e regia Pippo Di Marca
con Pippo Di Marca, Anna Paola Vellaccio
Gianni De Feo, Fabio Pasquini
scene Luisa Taravella
visioni Salvatore Insana
sound Globster
luci Renato Barattucci
cura Giulia Basel
produzione Florian Metateatro
Theatrum Mundi Show è una lettura del mondo attraverso il teatro e la poesia. Una summa della parola poetica occidentale, da Cavalcanti ai giorni nostri, declinata e rivista alla luce delle pratiche e delle esperienze di letteratura e vita con cui Pippo Di Marca si è nutrito, nel tentativo di elaborare una risposta alla complessità di un theatrum mundi che ci sfugge e ci sollecita, tra passato e presente. “Lavoro su Joyce e sul Finnegans Wake dal 1981, da Violer d’Amoeres – spiega l’autore – dal Finnegans ora riparto, da questo sterminato poema dove la parola prova a rappresentare e reinventare tutte le lingue della storia d’occidente”. Uno spettacolo che si rivela un flusso di coscienza poetico lungo sette secoli in forma di viaggio-odissea cui partecipano, oltre Joyce, altri quaranta nocchieri, e poeti guest star (uno per ogni replica), la cui navigazione via via si trasforma in un caleidoscopico show per i più svariati porti.
marzo 25, 2018
 

Il primo bacio 2018


Teatro Tordinona 18 Marzo 2018
IL PRIMO BACIO
di Renato Giordano
Regia Renato Giordano
in collaborazione con Rossella Izzo
Con
Sonia Proietti, Lorenzo Esposito, Francesca Annichiarico, Erika Marconi, Giorgio Montaldo, Mauro Grasso, Giuditta Niccoli, Rebecca Monacelli, Fabrizio Maria Barbuto, Alessia Debaldi, Antoinette Podlesnaya, Alessandro Conte, Denise Buresta, Maria Antonietta Monacelli, Cristina Alby, Caterina Siano, Alessia Lamberti, Valentina Capuano, Mario D’Agostino, Camilla Parigi, Tamara Ta’any, Edoardo Senatori, Matteo Chitarrini, Raffaella Filosa, Lucrezia Marzo, Matteo Bompiani, Federico Campaiola, Luca Baldini, Angela Etiope, Tiziano Colabucci, Matteo Palmiero.
marzo 25, 2018
 

Cenere. Corale per le tabacchine

Teatro Centrale Preneste 10 Marzo 2018
Associazione "SALENTO: CHE FARE?"
presenta
"CENERE. CORALE PER LE TABACCHINE"
di e con: Marco Chiffi, Caterina Cosmai, Angela Elia, Beppe Fusillo, Maria Grazia Gioffrè, Leila Polimeno, Luigi Pontrelli, Antonella Sabetta, Irene Scardia, Carmen Tarantino
con la collaborazione artistica di Fabrizio Saccomanno
Un racconto corale nato da un laboratorio di scrittura e narrazione teatrale diretto dall’attore e pedagogo teatrale Fabrizio Saccomanno.
In scena voci e ombre di uomini e donne, tessere di un puzzle che si aggregano, una dopo l’altra, per restituire le vicende di lavoro e di vita delle operaie tabacchine del Salento.
Partendo dalla ricerca e dalla raccolta di testimonianze scritte e orali, vengono raccontate le dure condizioni lavorative, le lotte e in particolare lo sciopero generale tenuto per 28 giorni, tra gennaio e febbraio, nel 1961 a Tiggiano, un piccolo centro del Sud Salento, contro i licenziamenti e la chiusura del Magazzino, la locale fabbrica di tabacco. Tra le fonti utilizzate, un libro di Giovanni De Francesco, figlio di Vincenzo, tiggianese e sostenitore della battaglia delle tabacchine, per la conquista di migliori condizioni di vita e per l’emancipazione sociale delle lavoratrici. La lotta delle tabacchine di Tiggiano, che vide la mobilitazione dell’intera popolazione a sostegno delle 250 operaie, rappresentò un importante avvenimento storico, senza precedenti nella storia del paese.
Una storia di cui si riappropria il territorio in cui si è svolta, ma che appartiene a una storia più grande, e non conclusa, della lotta per i diritti e l’uguaglianza sociale delle donne e degli uomini di ogni epoca e provenienza.
marzo 16, 2018
 

Il Disincanto di Dulcinea

Il Disincanto di Dulcinea
marzo 16, 2018
 

Lontano nel tempo

Teatro Tordinona 4 Marzo 2018
LONTANO NEL TEMPO
(Tenco, quella sera a Sanremo)
di Renato Giordano

Commedia sulla Storia di Luigi Tenco e sul Festival di Sanremo 1967, sulle canzoni di quell’ Edizione , tutte suonate dal vivo, con una nuova votazione.
Un recital con musiche.

Il 26 Gennaio 1967 Luigi Tenco viene trovato morto nella stanza 219 dell’Hotel Savoy di Sanremo. Ufficialmente si tratta di suicidio: ed un biglietto trovato lì spiega anche il perché. E’ una protesta contro la demenzialità della canzonetta italiana (“Io tu e le rose” di Orietta Berti scelta dalle giurie) e nel contempo un’accusa alla lobbies dei discografici (“La Rivoluzione” ripescata al posto di “Ciao amore ciao”). Da quel giorno nasce un mito, direi il nostro unico mito “Rock” ma paragonabile alle morti premature e violente di Jim Morrison, John Lennon, Jimi Hendrix per citarne solo alcuni e per restare nel campo musicale. “Chi muore giovane è caro agli Dei” si dice.
Certo è che una vita spezzata anzitempo in qualche modo può diventare un viatico verso una fama “immortale”.
Prima ho scritto “ufficialmente si tratta di suicidio”, perché in realtà, come è ormai discusso da anni , è probabile si tratti di omicidio.
Un suo (e mio) caro amico, P. D. , mi parlò tanti anni fa con convinzione di questa ipotesi e per molto tempo ho continuato a ripensarci e documentarmi senza però riuscire a capire chi e perché. Nel trentennale della sua morte scrissi la commedia “Lontano nel Tempo” che da un lato porta delle ipotesi, alcune allora nuovissime, sulla sua misteriosa fine, e da un altro racconta quello a cui tenevo di più: descrivere quello stato d’animo che si ha quando si sente fortemente qualcosa alla quale però non si riesce a dare una spiegazione razionale. Ma forse il problema è uno solo: il non sapere, il non riuscire a dire Addio!.
25 anni fa nell’andare in scena tagliai alcune parti vista la forte pressione mediatica sull’evento. Oggi che quasi tutte le mie supposizioni si sono dimostrate vere le ho inserite nella versione definitiva, con tutte le rivelazioni sul Caso.

LA PERFORMANCE-SPETTACOLO si divide in due parti.
Nella prima parte viene proposta la commedia di Renato Giordano “Lontano nel tempo” un Teatro Cronaca anche con video e filmati d’epoca. Nella commedia la storia degli ultimi Giorni di vita di Luigi Tenco al Festival di Sanremo vengono ricostruiti. Nella prima edizione teatrale (del 1995) dove dopo una serie di rivelazioni di Giordano , che ormai sono diventate negli anni di pubblico dominio, viste le tensioni e le posizioni prese da vari personaggi, non furono tratte delle conclusioni definitive (anche il fratello di Tenco , pur in accordo, all’ultimo momento chiese a Giordano di non esprimere il giudizio finale sull’omicidio) . Nella versione attuale si ipotizza anche l’identità del responsabile della morte di Tenco.

Il pubblico compilerà delle schede di votazione sulle canzoni in gara nell’edizione 1967, rifacendo la votazione che fu falsata dalle giurie di quel Festival. E nella parte finale la BAND (con tutto il pubblico) reinterpreterà interamente i Primi tre classificati di questa nuova VOTAZIONE.

UNO SPETTACOLO DI GIALLO- VERITA’ CON
MUSICA DAL VIVO E CON la PARTECIPAZIONE DEL PUBBLICO:
Una serata al Festival di Sanremo.
(Lontano nel Tempo) di e regia di Renato Giordano.
Con RENATO GIORDANO, Roberto Posse, Livia Cascarano.
Musica dal Vivo suonata dal Gruppo : JAZZ TRIO.
Alessandro Gwis (piano) , Luca Perozzi (basso), Marco Rovinelli (batteria).

Scene di Tommaso Bordone, produzione Beat 72.
marzo 09, 2018
 

Il circo invisibile

Teatro Tordinona 3 Marzo 2018

IL CIRCO INVISIBILE
di Angelo Orlando

regia Cristina Pedetta
con
Cristina Pedetta
Sandro Calabrese

Costruito con la struttura drammaturgica dell’atto unico, Il Circo Invisibile descrive la situazione in cui, un aspirante comico si ritrova in una sala, dove si tengono delle audizioni. Qui incontra il suo esaminatore che si trasforma ben presto, in una sorta di aguzzino della parola. Il rapporto di dipendenza che si crea tra i due personaggi è immediato e ciò che ne deriva, è un gioco scenico basato sul botta e risposta che innesca una sorta di danza della ragione attorno ai due poli della comicità: un comico e una spalla. Il filo musicale di un suono di fisarmonica fa da sottofondo: si sta allestendo uno spettacolo e le audizioni sono aperte. In una sorta di girandola di parole, appaiono i due poli opposti delle figure clownesche: il Bianco e l’Augusto, rappresentazioni di due figure psicologiche di due bambini interiori che giocano al gioco dello spettacolo più bello del mondo, tutto da scoprire.
marzo 09, 2018
 

IL gabbiano

Teatro Vascello 14 febbraio 2018
IL GABBIANO
di Anton Cechov
traduzione e adattamento Manuela Kustermann
Personaggi ed interpreti
Irina Arkadina Manuela Kustermann
Kostya Lorenzo Frediani
Sorin - Dorn Massimo Fedele
Nina Eleonora De Luca
Nina russa Anna Sozzani
Masha Sara Borsarelli
Trigorin Paolo Lorimer
Medvedenko - Dorn Maurizio Palladino
Musiche Lucio Battisti, Philip Glass, Meredith Monk, Michael Walton
Scene Giancarlo Nanni
costumi Manuela Kustermann
Luci Valerio Geroldi
direttore di scena Danilo Rosati
movimenti di scena Rocco Nasso
assistente regia Gaia Benassi
foto di Tommaso Le Pera
regia Giancarlo Nanni
ripresa da Manuela Kustermann
Centro di Produzione Teatrale La Fabbrica dell'Attore - Teatro Vascello (Roma)

sinossi:
Lo sguardo ironico del grande autore russo sulla borghesia in villeggiatura sulle rive di un lago: i drammi e le tragedie accadono fuori scena.
Pur rappresentando uno spaccato sociale della borghesia russa di fine '800, Il Gabbiano, è un'opera di grande attualità, sia per l'intreccio tra natura, sentimenti umani e complessità dell'arte, sia per il conflitto generazionale tra i personaggi. La protagonista Irina Arkadina è un'attrice famosa, il suo amante Trigorin, un noto scrittore. Anche il figlio di Irina, Kostantin, aspira a diventare scrittore e Nina, la ragazza da lui amata (e che si innamorerà di Trigorin), sogna di fare l'attrice. Entrambi realizzeranno i loro sogni, ma pagandoli con l'infelicità. Insoddisfatti sono anche i "vecchi", cinicamente indifferenti ai problemi dei giovani, ma in realtà dominati dalla stessa voglia di vivere e di amare.
La compagnia La Fabbrica dell'Attore, fondata da Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann, per il suo 50° anno di attività, vuole ricordare la figura storica e incontrovertibile del suo fondatore, nonché regista di innumerevoli successi che hanno segnato la storia del teatro contemporaneo, definendo lo stesso, come "teatro immagine".
La ripresa di questo storico spettacolo, ci è sembrato tra gli ultimi diretti da Nanni il più completo e capace di raccontare e rappresentare al meglio la cifra stilistica e la poetica del nostro compianto amico e compagno di strada. Il Gabbiano di Cechov con la regia di Giancarlo Nanni, nasce da un lungo percorso, fatto di studio, laboratori, prove che la compagnia tutta fece tra il 1996 e il 1998. La versione che riproponiamo vede ancora il cast originale, di quel favoloso gruppo di lavoro che costituiva il nucleo centrale della compagnia La Fabbrica dell'Attore. Uniche eccezioni dalla sua versione originale di questa rimessa in scena, sono legate alle sostituzioni degli attori che interpretano Nina e Kostia, che per ragioni anagrafiche non possono essere le stesse di 20 anni fa. Manuela Kustermann che ne cura la rimessa in scena è la custode più attendibile del segno registico di Nanni, avrà il compito di far rivivere magicamente quell'atmosfera che Nanni seppe costruire insieme alla compagnia, proponendo lo spettacolo nella sua versione originale e fedele all'idea registica di Giancarlo Nanni, il disegno luci sarà curato da Valerio Geroldi che seppe interpretare al meglio la visione artistica di Nanni per questo Gabbiano.

Note di Regia
Da Il Gabbiano di Cechov tentiamo un volo immaginario verso la storia delle rappresentazioni cechoviane, dalla prima edizione di Stanislavskij attraverso le grandi regie del passato, sino al presente remoto di Visconti, Strehler e Peter Brook. Un laboratorio di immagini. Un tentativo di andare ancora più in profondità, liberando la scrittura cechoviana dal suo modello interpretativo.
Attraverso un meccanismo di rimandi, di improvvisazioni, di uso di tecnologie telematiche, elettroniche, vere e false, con passaggi improvvisi di tempo e di spazio, abbiamo cercato di comporre e scomporre questo affresco della vita umana, dove gli eccessi artistici e la loro caduta, i fallimenti, le angosce, gli stati sublimi della creazione si fondono, scontrandosi e omologandosi in una scrittura scenica senza schemi prefissi. Giancarlo Nanni
marzo 05, 2018
 
 
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