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10 tracce per la fine del mondo

Teatro dell’Orologio 23 Aprile 2014 “10 TRACCE PER LA FINE DEL MONDO”
 Direzione e interpretazione Riccardo Buscarini
Assistente alla coreografia Elisabetta Consonni Progetto sostenuto da Hiru Dance Organisation (Londra), Accademia di Danza “Domenichino da Piacenza”, Spazio PimOFF (Milano) Progetto vincitore del Bando FFA Fondo Fare Anticorpi 2012 “Nel 28esimo anno della mia vita festeggio i miei primi 10 anni di danza, guarda caso, quando tutti dicono che il mondo sta per finire. Per celebrare questi 10 anni fondamentali nella mia crescita personale, ho pensato di creare e danzare un lungo assolo composto da 10 capitoli: un mix di immagini che si ispirano a brani di musica memorabili raccolti in una playlist preparata con il consiglio delle 10 persone che mi circondano che più sanno di musica e che più sanno di me. Per la prima volta, propongo un lavoro autobiografico che parte da scritti, suggestioni, ricordi raccolti lungo il percorso di questi 10 anni. “10 tracce per la fine del mondo” è la compilation dei 10 momenti in cui avrei voluto alzare il volume per non sentire più niente, ovvero quelle precise inquietudini che vorrei che la fine del mondo spazzasse via.”
maggio 09, 2014
 

Lido azzurro

Angelo Mai Altrove Occupato 19 Novembre 2013 “Lido azzurro”
(together in tarànto) è una performance che fa parte del progetto my personal tarànto, che consiste di uno spettacolo (debutto febbraio stagione Tatà -Teatri Abitati Taranto), e materiale foto-video visions in tarànto (produzione Cinema del Reale BigSur 2013).
di Isabella Mongelli
con Isabella Mongelli, Filippo Paolasini
suoni Alessandro Altavilla
maggio 08, 2014
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Amplesso nel suo riflesso

Teatro Tordinona 26 Marzo 2014 AMPLESSO NEL SUO RIFLESSO di e con Luca Terranova e Luisanna Vespa
Compagnia degli Assi
Vi siete mai catapultati in una dimensione surreale?
Dove tutto è possibile?
Questo è il momento.. immaginate di conoscere un universo parallelo dove in due ambienti separati, una strana superficie pittorica non permette ai nostri protagonisti di toccarsi ne di guardarsi, per uno strano motivo a noi sconosciuto sono li in uno spazio senza tempo e forma, alla ricerca di un qualcosa che forse non arriverà, tra immagini di colori e fantasie si ritroveranno alla scoperta di se stessi.. Un vortice di emozioni li travolgerà... insieme a voi....
maggio 06, 2014
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Love date

 Recensione dello spettacolo su Guffeto.it

Teatro Lo Spazio 20 Marzo 2014 “Love Date” di Luca Zilovich con Luca Zilovich e Francesca Pasino regia Gianluca Ghno'. Ad andare in scena sono i disastrosi primi appuntamenti di gente che si è conosciuta in chat. Su ogni coppia, però, si proietta l'ombra dell'enigmatico Theo, che con la sua non presenza ossessiona i personaggi, quasi fosse lui la causa della loro incapacità di parlarsi e conoscersi. Si delinea così un ironico dipinto di un mondo fatto di individui che non riescono a comprendersi, che si fanno scudo di ossessioni e paure rinunciando a vivere nella realtà, preferendo il tranquillo anonimato di un mondo virtuale, in cui i rapporti possono essere recisi con la velocità di un click del mouse, ad una realtà fatta di rapporti impegnativi e duraturi. Terzo classificato rassegna “Autori nel cassetto attori sul comò” edizione del 2013
maggio 06, 2014
 

YarEnsemble

Worldmusic Arts 21 Febbraio 2014 Yar ensemble (Iran, India, Italia) in concerto India Iran e Italia fonderanno le loro culture millenarie attraverso le melodie di tre grandi musicisti: l’iraniano Pejman Tadayon, reduce dalla tournée Polvere di Bagdad (con Massimo Ranieri e musiche di Mauro Pagani), l’indiano Sanjay Kansa Banik, che ha collaborato con L’Orchestra di Piazza Vittorio e con gli Agricantus e l’italiano Andrea Piccioni, uno dei massimi esponenti dei tamburi a cornice e direttore artistico del Frame Drums Italia. La raffinata estetica di tre grandi culture millenarie si fonde attraverso i suoni di tre grandi interpreti; dal potente battito dei tamburi a cornice del mediterraneo al sinuoso svolgersi delle trame melodiche prodotte dal tar, dall’oud e dal setar e robab fino alle complesse geometrie ritmiche delle tabla, tipiche della musica indiana. La musica qui prodotta è come un incontro che diventa gioia e condivisione, i complessi ritmi ed i virtuosismi si snodano come un dialogo in cui nessuno prevarica ma dove tutti contribuiscono, in cui il pubblico vive e partecipa al dialogo ed alla gioia dell'incontro.
maggio 06, 2014
 

Robinson

Recensione dello spettacolo su TeatroeCritica
Recension dello spettacolo su Pensieri di Cartapesta

Teatro Argentina 8 Febbraio 2014 la compagnia di danza MK presenta “ROBINSON”
coreografia Michele Di Stefano
musica Lorenzo Bianchi Hoesch
con Philippe Barbut, Biagio Caravano
Francesco Saverio Cavaliere, Marta Ciappina
Andrea Dionisi, Laura Scarpini
musica Lorenzo Bianchi Hoesch
set Luca Trevisani
disegno luci Roberto Cafaggini
assistenza scenica Davide Clementi
organizzazione generale Anna Damiani con Giulia Basaglia
promozione PAV/Diagonale artistica
foto di Michela Leo, Luca Trevisani
Il nuovo lavoro di Michele Di Stefano, Robinson, ha come punto di partenza letterario, non il più conosciuto testo di Defoe da cui prende il nome, bensì il libro di Michel Tournier, Venerdì o il limbo del Pacifico. Il testo dello scrittore francese analizza le avventure di Crousoe da un punta di vista differente: il perdersi nel paesaggio dell’eroe di Defoe altro non sarebbe che un allontanarsi da se stessi a cui solo l’incontro con l’altro diverso da sé pone rimedio. La relazione con un altro individuo lo spingerebbe così a reinventarsi, a ritrovarsi nella sua originaria innocenza.
Un campo altamente concettuale e psicologico che forse soltanto la danza è in grado di esprimere con efficacia. Lo spunto testuale quindi non è altro che un pretesto per Di Stefano, per indagare la relazione tra i corpi, il movimento puro e le necessità istintuali.
In una scena minimale – curata da Luca Trevisani – aleggia una zattera gonfiabile, che diventa subito una vela in grado di trasportare il nostro eroe in luoghi altri del mondo e dell’inconscio. Un moderno Robinson Crusoe in calzoncini, maglietta e calzini prende confidenza con il luogo, scopre le insidie e si prepara ad affrontarle. L’incontro con l’indigeno, un danzatore truccato in viso di nero e nel corpo di giallo, fa scattare quella particolare condizione che corrisponde al nome di confronto, relazione.
E così entrano in scena altri quattro danzatori, altri Robinson e altri Venerdì, che riempiono la scena in un crescendo di danza e di gestuale. Un infinito lavoro di dettagli corporei e di relazioni che ha il perno effettivo in pochi movimenti, un disegno coreografico scarno che si ripete per i primi 30 minuti di spettacolo. Un’indagine sul movimento a tratti maniacale e di difficile comprensione. Nello spettacolo si riscontra il fulcro altamente sperimentale delle sequenze e delle micro e macro azioni che generano incontri e scontri. Il tutto è accompagnato dalle musiche minimali create da Lorenzo Bianchi Hoesch.
maggio 06, 2014
 

La Molli

Incontro con Arianna Scommegna



Teatro Biblioteca Quarticciolo 3 maggio 2014 Spettacoli al tramonto “La Molli” con Arianna Scommegna, regia Gabriele Vacis. Sono confidenze sussurrate, confessioni bisbigliate quelle della Molli. Il monologo di Molly Bloom che conclude l’Ulisse di Joyce dal quale Gabriele Vacis – che ne è anche regista – e Arianna Scommegna prendono le mosse, del quale colgono le suggestioni e con il quale continuano a dialogare per tutto lo spettacolo, calando il personaggio in una quotidianità dalle sonorità milanesi e traslando il testo in una trama di riferimenti culturali, storie e canzoni, che hanno il sapore del nostro tempo. Arianna Scommegna è sola sul palcoscenico, seduta al centro della scena; il suo monologo intenso, irrefrenabile, senza punteggiatura, senza fiato, è stretto tra una sedia, un bicchiere poggiato a terra e una manciata di fazzoletti ad assorbire i liquidi tutti, sacri e profani, di un vita di solitudine e insoddisfazione, come una partitura incompiuta. Il fiume di parole è lo stesso flusso di coscienza del personaggio di Joyce che riempie una notte insonne di pensieri e bugie, mentre aspetta il ritorno a casa del marito, Leopold, come la Molli aspetta Poldi. L’attrice, in bilico tra il romanzo e la vita, ripercorre la propria esistenza di poco amore, infinite attese, occasioni mancate, dal primo bacio a un rosario di amanti da sgranare per mettere a tacere il vuoto, dal dolore di un figlio perduto fino a un finale ‘sì’ pronunciato comunque in favore della vita, dell’amore da una donna mai piegata alla rassegnazione.
maggio 06, 2014
 
 
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