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Strascichi

Teatro alla Misericordia, Sansepolcro, 25 Luglio 2014
festival Kilowatt IRENE RUSSOLILLO
“STRASCICHI”
 regia e interpretazione / director and performer Irene Russolillo
musica / music Piero Corso, Irene Russolillo
collaborazione tecnica / technical assistant Luca Telleschi
testi da / texts by Russolillo, Portishead, Sean Hayes, Beckett, Cohen, Morante, Szimborska
co-produzione / co-production ALDES
in collaborazione con / with the collaboration of c32 performing art workspace, Centro Artistico Il Grattacielo, Electa Creative Arts col supporto di / supported by MIBACT, Regione Toscana
durata / length 25’
Trovarsi buffi nella propria solitudine. Parlarne. Come? Dire del dire. Parlare delle parole. Fare un discorso sul discorso. Giocare a comporre stralci di racconto che con-suonino e risuonino, l’uno nella forma e nel senso dell’altro. Cercare di bastarsi da sola. Un tardivo femminismo? Può essere. Ma, come si dice, di necessità virtù.
luglio 25, 2014
 

Sonagli

GINKGO, un progetto di Resilienza Artistica All’interno della programmazione di Q44 - 70° Commemorazione del Rastrellamento del Quadraro (1944-2014) il progetto Ginkgo ha disseminato in spazi sia pubblici che privati del quartiere i lavori di quattordici artisti: Paolo Assenza, Arianna Bonamore, Paolo Dore, Luca Grechi, Marta Mancini, Anahi Angela Mariotti, Tommaso Medugno, Franco Ottavianelli, Gino Piacentini, Julie Poulain, Nicola Rotiroti, Germano Serafini, Simone Tso, Daniele Villa. Un gruppo nato da incontri, amicizie e conoscenze sedimentate: la maggior parte di loro vive o ha radicato il proprio studio d’artista tra il Quadraro e Torpignattara, creando atelier condivisi come Off1c1na e Studio 54. I Ginkgo Biloba (o Ginkgo) sono alberi molto rari da incontrare in Italia quanto straordinari per le loro caratteristiche: riconosciuti come fossili viventi, unici sopravvissuti della famiglia dei Ginkgoinae, risalgono a oltre 250 milioni di anni fa, prima della comparsa dell’Uomo sulla Terra. Pressoché sconosciuti in Europa fino al XVIII secolo, in Cina e Giappone sono considerati invece da secoli alberi sacri simbolo di forza e longevità, capaci di sopravvivere nel 1945 allo scoppio della bomba atomica di Hiroshima, rigermogliando poco tempo dopo. All’interno del Quadraro ne sorgono numerosi esemplari lungo un intero viale, via dei Lentuli, che resistono al tempo e all’incuria. Partire dal Ginkgo Biloba significa cercare di confrontarsi in maniera poetica e stratificata – ma non per questo meno concreta – con il tema della Resistenza, colonna portante di Q44: una rassegna simbolo di un quartiere che da anni mantiene viva non soltanto la sua memoria, ma anche la propria ricettività culturale. La capacità del Ginkgo Biloba di sopportare eventi traumatici esterni, riadattandosi al contesto in tempi rapidi (e migliorando la propria condizione), ha portato la definizione del progetto Ginkgo verso il concetto di ‘resilienza’. Un termine denso e stratificato (con declinazioni che vanno dalla psicologia alla fisica, spaziando per l’ecologia e l’informatica) che, forse più di resistenza, riesce a racchiudere una riflessione che parte dalla memoria storica per approdare alle necessità dell’oggi, all’emergenza del quotidiano, con particolare attenzione al rapporto tra Arte e contesto urbano. Quella che potrebbe definirsi ‘attitudine resiliente’ concentra le proprie energie sul fare e sulle potenzialità delle possibili soluzioni pratiche, sul qui e ora, sulla collaborazione creativa di tutti i soggetti all’interno di una data comunità.* I lavori dei quattordici artisti coinvolti in Ginkgo – interventi estemporanei o semipermanenti che abbracciano varie definizioni: site-specific, partecipativi, community-oriented – si allacciano alla memoria storica del quartiere, alla Resistenza e in particolare intorno ai drammatici fatti del 17 aprile 1944, quando quasi mille uomini tra i 16 e i 55 anni furono catturati da alcune truppe militari tedesche e deportati nei campi di concentramento. La loro resilienza sta nella capacità di adattarsi in maniera attiva, creativa, sostenibile e concreta al territorio; ma soprattutto risiede nel loro essere frutto di un incontro, del confronto e della collaborazione con tutte le parti coinvolte, in primis con le realtà associative e gli abitanti del quartiere.
luglio 22, 2014
 

Deo Gratias

Villa Mercede 7 Luglio 2014 Fringe Festival 2014 Deo Gratias
 Spazio Seme Arezzo
di Francesco Botti
Regia di Francesco Botti e Leonardo Lambruschini
Con Francesco Botti, Leonardo Lambruschini
Deo Gratias è uno spettacolo che unisce la narrazione alla danza. Tratto da un “racconto di paura” di Francesco Botti contenuto all’interno del Decameron 2013 edito per Felici Editore, è la rappresentazione di una storia misteriosa che tratta il tema della follia amorosa con un rimando specifico ai temi del tarantismo e della possessione. Misteri pagani e ricordi rimossi.
Deo Gratias è uno spettacolo dove il corpo rivive il precipizio di un’emozione fisica violenta e riporta a galla la deriva di un passato inquietante. L’incontro amoroso come scintilla ed esplosione della memoria. Francesco Botti e Leonardo Lambruschini interpretano i protagonisti come opposte parti di uno stesso sentire. I movimenti quanto le frasi tagliano l’aria fino alla rivelazione finale.
Lo spettacolo è nato in occasione del progetto Clima 01 – Percorsi di figurazione contemporanea, una co produzione Ishii production e Spazio Seme. In scena le opere di Roberto Dragoni ispirate ai Prigioni di Michelangelo Buonarroti.
luglio 22, 2014
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Vaga show

Villa Mercede 8 Luglio 2014 Fringe Festival 2014Il “Vaga show” è uno spettacolo tra il cabaret, l’avanspettacolo e il teatro che mette insieme i personaggi e gli sketch interpretati da Cecilia D’Amico nel corso di serate di cabaret e varietà teatrale e che sono ideati e scritti da lei stessa e dall’autrice Chiara Cucci. Fil rouge dello spettacolo è il Boss, una psicoterapeuta in carriera, durante lo svolgimento di una conferenza sulle relazioni: “relazioni umane personali e impersonali, di genere x, y o altro, nazionali e internazionali, reali o virtuali, animali, vegetali e minerali. Insomma relazioni”.
luglio 22, 2014
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Bazar

Palazzo Gentili Viterbo 6 Luglio 2014 Bazar della Compagnia Stabile Assai della Casa di Reclusione di Rebibbia, scritto da Antonio Turco e diretto da Francesco Cinquemani, con la partecipazione straordinaria di Mario Zamma.
Monologhi sui percorsi di vita che si intervallano con brani di musica popolare, di blues o di musica soul, intrecci esistenziali legati alle motivazioni che hanno indotto i protagonisti a commettere azioni devianti, la difficoltà di credere in un futuro in cui è complesso il reinserimento sociale sono definiti in una opera caratterizzata da una riduzione in chiave di drammaturgia penitenziaria, come nello stile più classico della Compagnia Stabile Assai.
luglio 22, 2014
 

Senza niente 1 - L'Attore

Villa Mercede 8 Luglio 2014 Fringe Festival 2014 SENZA NIENTE 1 – L’ATTORE
(Teatro Magro)
con Alessandro Pezzali
regia di Flavio Cortellazzi
L’attore è rimasto senza scena.
Purtroppo solo un monologo.
Fino al tramonto.
Dissacrante, metateatrale, ironico e autoironico, disfattista e celebrativo - tra i vincitori del Roma Fringe Festival 2012. Uno spettacolo definito “punk”, ma che si smarca da ogni etichetta generalista, e che, dopo i grandi apprezzamenti di pubblico e critica riscossi in occasione del Fringe Capitolino, torna in scena Fuori dalle mode, senza pietismi, senza banalità e senza falsi ideologismi, il progetto Senza Niente nasce dall’esigenza di riflettere sul panorama attuale del teatro e dello spettacolo in genere. Un orizzonte disfatto e disfattista, minacciato dalla crisi, all’interno del quale la qualità e la professionalità vengono sempre più frequentemente accantonate a favore di una schizofrenia dei generi, a favore del sensazionalismo spettacolare. Nel pieno di tale situazione, in uno stato di completo smarrimento, si posiziona Teatro Magro, in una condizione surreale nella quale il futuro appare brumoso e poco limpido. Senza Niente 1 diventa così il volto sarcastico delle professionalità teatrali vittime di stereotipi, di antichi schemi alla ricerca di un riposizionamento nella condizione attuale.
luglio 17, 2014
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Hourse Head

Villa Mercede 8 Luglio 2014 Fringe Festival 2014
HORSE HEAD
di Damon Lockwood
regia di Leonardo Buttaroni
con Sebastiano Gavasso e Diego Migeni
scenografie di Paolo Carbone
spettacolo vincitore del Roma Fringe Festival 2012.
Una storia che cattura, per una messa in scena e una squadra artistica degna di nota, una commedia noir dalle tinte ironiche e intelligenti. Nel film di Francis Ford Coppola Il Padrino (1975) un pluripremiato cavallo da corsa viene decapitato e la sua testa viene lasciata durante la notte nel letto del suo proprietario: un regista hollywoodiano di successo colpevole d’aver rifiutato una offerta di Don Corleone.
Avete mai pensato ai due scagnozzi che hanno avuto il compito di farlo?
Horse Head è la tragicomica storia di due fratelli: Edmondo, un attore fallito che sta perdendo ogni stima di se’, e Filippo, picciotto tormentato il cui nome significa drammaticamente amante dei cavalli, che nella California del 1945 decidono di accettare l’ irrifiutabile offerta di Don Corleone per garantirsi un avvenire e farsi strada nella malavita. La commedia in un unico atto di 60’ ci mostra l’evoluzione dei due personaggi che, per adempire al rischioso ed infame compito, saranno costretti ad affrontare i propri demoni.
La scenografia e le luci omaggiano la forza visiva del film di Coppola e della tradizione noir, tra la polvere, il bianco e nero e il seppia. Le molte citazioni cinematografiche omaggiano ed onorano la cultura italo-americana e non solo: dai movie brats (Coppola, Scorsese, Stone) ai loro attori icone (De Niro, Pacino, Joe Pesci), dando vita ad uno spettacolo che coinvolge indipendentemente dalla conoscenza o meno de Il Padrino, esaltando al contempo quegli spettatori che già conoscono e amano la pluripremiata pellicola.
I ritmi altissimi non sminuiscono bensì esaltano l’umanità della recitazione, danzando sulla sottile linea che separa commedia e tragedia noir, accompagnando il pubblico tra ilarità amara e coinvolgimento emotivo.
luglio 17, 2014
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