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Finché vita non ci separi

TEATRO ROMA 14 NOVEMBRE 2014
 FINCHE’ VITA NON CI SEPARI
di Gianni Clementi
regia Vanessa Gasbarri
con Giorgia Trasselli, Antonio Conte, Nicola Paduano, Alessandro Salvatori, Cristiana Vaccaro
Sono le 4,30 di mattina, in casa Mezzanotte fervono i preparativi per le nozze dell'enigmatico ed intrigante Giuseppe (Nicola Paduano) figlio di Alba (Giorgia Trasselli) e Cosimo (Antonio Conte), maresciallo in pensione dell'Arma.
Appena rientrato da una missione in Afghanistan, Giuseppe, paracadutista dei carabinieri, è atteso all'altare dalla futura sposa, figlia del signor Spampinato proprietario del ristorante "La Scamorza".
Alba, con la sua tagliente comicità, pur nell'imminenza della cerimonia, non riesce a rassegnarsi all'idea di imparentarsi con quella che lei definisce una famiglia di "sguatteri" e non perde occasione per ricordarlo ad un esausto Cosimo che con esilarante arrendevolezza continua ad amarla dopo 35 anni di bonari ed inoffensivi litigi.
L'arrivo di Miriam (Cristiana Vaccaro) hair stylist e make up artist, come ama definirsi, porta in casa Mezzanotte una ventata di effervescente e scoppiettante simpatia.
L'ora fatidica si avvicina, la Chiesa è addobbata, il ristorante la Scamorza attende 120 invitati e casa Mezzanotte si trasforma in un'intricata situazione di equivoci e comicità.
Tutto pronto. Tutto perfetto. Tutto... quando, come nei migliori giochi teatrali, qualcuno bussa alla porta... È Mattia (Alessandro Salvatori) che con la sua esuberante personalità...
novembre 17, 2014
 

Dolore sotto chiave

Teatro Vascello 30 ottobre 2014 LE VIE DEI FESTIVAL 2014 Teatri Uniti- Napoli Teatro Festival Italia
in collaborazione con l'Università della Calabria
DOLORE SOTTO CHIAVE
due atti unici di Eduardo De Filippo
Dolore sotto chiave e Pericolosamente
con un prologo da I pensionati della memoria di Luigi Pirandello
con Tony Laudadio, Luciano Saltarelli, Giampiero Schiano
scene e costumi Lino Fiorito
luci Cesare Accetta
suono Daghi Rondanini
assistente alla regia Giovanni Merano
assistente ai costumi Francesca Apostolico
direzione tecnica Lello Becchimanzi
ufficio stampa Renato Rizzardi
regia Francesco Saponaro
ringraziamenti: Raffaele Galiero per la versione in Napoletano de I pensionati della memoria, Rosalba Ruggeri A trent'anni dalla sua scomparsa e dopo la felice esperienza dell'allestimento spagnolo di Yo, el heredero (Io, l'erede), torno a Eduardo De Filippo con i due atti unici Dolore sotto chiave e Pericolosamente arricchiti da una ouverture, adattamento in versi e in lingua napoletana della novella del 1914 di Luigi Pirandello I pensionati della memoria.
Dolore sotto chiave (1958) va in onda l'anno successivo come radiodramma con Eduardo e la sorella Titina nel ruolo dei protagonisti - i fratelli Rocco e Lucia Capasso. Viene portato in scena due volte con la regia dell'autore, con Regina Bianchi e Franco Parenti nel 1964 (insieme a Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello) per la riapertura del Teatro San Ferdinando di Napoli e nel 1980 (insieme a Gennareniello e Sik-Sik) con Luca De Filippo e Angelica Ippolito.
In Dolore sotto chiave i buoni sentimenti come la carità cristiana, la compassione o la mania borghese della beneficenza diventano armi improprie per dissimulare, negli affetti, quella segreta predisposizione dell'essere umano al controllo e al dominio sull'altro. Il tema della morte incombe silenzioso e il dolore del lutto viene nascosto e soffocato da un gioco sottile di ricatti e malintesi, tipici dei contesti familiari.
In casa dei fratelli Capasso, un interno borghese dove una camera della morte ha custodito per undici mesi il simulacro del dolore, Dio e i morti sono presenti fino al punto da essere invocati come vere presenze, giudici supremi del bene e del male. Eduardo riesce a intrecciare diversi registri e generi che si inseguono sul filo del cinismo e dell'ironia. La vicenda si colora di risvolti comici, a tratti paradossali carichi di morbosa e grottesca esasperazione.
In Dolore sotto chiave viene evocato un oggetto-simbolo, usato come sottile minaccia di suicidio dal povero Rocco Capasso: la rivoltella, che in Pericolosamente (1938) si materializza e si trasforma in un vero e proprio strumento di tortura coniugale e rimedio alle bizarrie improvvise di una moglie bisbetica.
L'atto unico, dall'apparente fulmineità di uno sketch, grande successo del Teatro Umoristico dei De Filippo, gioca tutto sul classico litigio coniugale. Ogni volta che Dorotea dà sfogo alle sue intemperanze Arturo, per ripristinare l'ordine familiare, impugna la rivoltella caricata a salve e le spara, scatenando la comica reazione di terrore da parte dell'ignaro amico Michele appena rientrato a Napoli da un lungo viaggio di lavoro. Nonostante il testo nasca alla fine degli anni trenta, Eduardo ne potenzia la carica visionaria per sperimentare nuovi linguaggi anche nel cinema. Adatta Pericolosamente e dirige Marcello Mastroianni, Luciano Salce e Virna Lisi ne L'ora di punta, episodio del film Oggi, domani e dopodomani (1965) riuscendo a ottenere uno spiazzamento assolutamente contemporaneo. In pieno boom economico, la febbrile sete di emancipazione femminile può placarsi, ancora una volta, soltanto con uno sparo. Ma è uno sparo che si moltiplica all'infinito. L'infallibile metodo di Arturo viene copiato da tutti i mariti: il colpo risuona nelle case dei vicini, nel quartiere, per le strade, tra grattacieli e clacson di una metropoli che deflagra di pistolettate.
novembre 14, 2014
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Titanic - The End

Teatro Vascello 28 ottobre 2014 LE VIE DEI FESTIVAL 2014
Teatri Uniti in collaborazione con Ex Asilo Filangieri//la Balena Accademia Amiata Mutamenti Memini, Omaggio ad Antonio Neiwiller nel ventennale della sua scomparsa
TITANIC The End
ideazione e regia Antonio Neiwiller
in una visione di Salvatore Cantalupo
con Amelia Longobardi, Ambra Marcozzi, Massimo Finelli, Salvatore Cantalupo, Chiara Vitiello, Sonia Totaro, Carmine Ferrara, Claudia Sacco luci Cesare Accetta
direzione tecnica Lello Becchimanzi
A completamento del progetto dello scorso anno in omaggio ad Antonio Neiwiller a vent'anni dalla morte, Le vie dei Festival lo ricordano presentando uno dei suoi spettacoli più significativi, Titanic the End, riallestito per l' occasione dalla sua compagnia storica.. Titanic the End debuttò nell'aprile del 1984 a Napoli, al Teatro Nuovo, per la regia di Antonio Neiwiller, dopo un intenso laboratorio teatrale durato nove mesi. Antonio è stato un artista geniale, un poeta costruttore di visioni fuori dai canoni tradizionali. Ha realizzato una straordinaria e innovativa riflessione sul teatro e sull'arte in generale. Le sue idee, le sue denunce, i suoi racconti su "fine di mondi" sono ancora fortemente attuali.
Nel ventennale della sua scomparsa, Salvatore Cantalupo ha desiderato "risalire" su quella nave, emblematica rappresentazione di una società in via di disgregazione, di rivivere insieme ai suoi compagni e al pubblico quelle emozioni, quei suoni, quegli odori. Dice Salvatore Cantalupo: "Titanic the End è stata un'esperienza che ha completamente rivoluzionato la mia vita e il mio modo di guardare all'arte, oltre ad essere stata la mia prima esperienza di teatro professionale Oggi Neiwiller mi appare come un profeta. Trent'anni fa ci spiegava i motivi veri per cui a Beirut cadevano bombe su donne e bambini, ci raccontava come le ideologie nel tempo sarebbero cadute ad una ad una e come l'unica speranza sarebbe stata raggiungere il fondo, perché solo a quel punto ci saremmo rimboccati le maniche e avremmo ricominciato a costruire.
La mia vuole essere una visione nella visione, un dono intimo e personale e al tempo stesso un "lasciar tracce", così come mi ha insegnato lui."
Antonio Neiwiller moriva a Roma il 9 novembre 1993, a soli quarantacinque anni. Autore, artista visivo, attore e regista, napoletano di nascita e di formazione culturale cosmopolita, nel solco delle avanguardie storiche e delle esperienze teatrali dell'Est europeo. Del suo magistero creativo, sempre più scoperto e apprezzato durante gli ultimi venti anni, restano i preziosi scritti e la memoria viva di quanti lo conobbero e lavorarono con lui.
novembre 14, 2014
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L'inatteso

Teatro Vascello 31 ottobre 2014
LE VIE DEI FESTIVAL
Associazione Liberty – Reon Future Dimore
L'INATTESO
di Fabrice Melquiot
ideato e interpretato da Anna Amadori
musica in scena Guido Sodo - chitarra, voce, live electronics
disegno e cura dello spazio Eva Geatti
luci Micaela Piccinini
cura del suono Giuseppe Lo Bue
allestimento tecnico Micaela Piccinini – Giovanni Brunetto
grafica Alberto Sarti
cura Elena Di Gioia
Traduzione a cura degli studenti del Dipartimento di interpretazione e traduzione / Università di Bologna
in collaborazione con
Face à Face - Parole di Francia per Scene d'Italia
L'inatteso è un viaggio nella memoria di una donna che ha perso il suo uomo e tesse una fitta tela di ricordi.
Costruito come un "lungo addio" in versi, L'inatteso ha l'andamento di un melodramma: Liane parla al suo uomo scomparso, inghiottito da un fiume, in una guerra indefinita. Le sue parole sono azione, corpo a corpo con la mancanza, ribellione alla scomparsa di un amore, resa alla forza del mondo e del tempo. La sua storia affiora in un gioco della memoria dove il viaggio è scandito da bottiglie colorate, lampade magiche dei ricordi.
La musica, che spazia da quella antica a quella popolare del sud Italia, eseguita in scena da Guido Sodo, è la forma che contiene Liane, è la sua Eco, il controcanto alle parole, la sua seconda voce, quasi un altro personaggio complementare che ne esprime i ricordi. Il "luogo" de L'inatteso è la soglia che divide il presente e il passato nella sospensione della memoria, una scena fatta di oggetti concreti e visionari, un regno di carta dove la donna è regina in un dramma barocco contemporaneo; la sua voce profonda si immerge in sonorità che, come riverberi delle parole, amplificano le emozioni che decidono degli stati d'animo della protagonista.
In questa atmosfera, a tratti rarefatta e visionaria, a tratti irruenta e appassionata, viene celebrato l'addio all'amore perduto di Liane. Un addio che infine si colora di bianco, come il vestito indossato dalla Amadori, che percorre i labirinti della memoria, lasciandosi alle spalle le stanze dell'assenza e che seppellisce la sofferenza riuscendo ad indicare una nuova direzione possibile: tornare in sé e improvvisamente scoprirsi diversa, finalmente più forte e senza paura.
Scrittura di grande suggestione, spazio del possibile e del sogno, grammatiche
poetiche per il teatro di uno tra gli autori più interessanti della scena teatrale europea,
quella di Melquiot è un'opera che merita di essere conosciuta.
novembre 14, 2014
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Ballerina

Casa delle Culture 12 novembre 2014
 Compagnia Idea..Azione Roma
BALLERINA
favola nera per adulti
con Carlo di Maio
e con Giovanni Amodeo, Sergio Cristofani,Gianni Staiano e Davide Di Lecce
regia Iolanda Salvato
liberamente tratto da un racconto di Patricia Highsmith
Dopo il fortunato incontro con Carlo Di Maio e la sua "band" abbiamo deciso di replicare e tornare alla Casa delle Culture mettendo in scena una simpatica quanto inusuale 'ballerina'... Eh si perché questa volta torniamo con uno spettacolo ironico e surreale con risvolti decisamente noir. La nostra Ballerina è infatti un'inusuale elefantessa, che ci condurrà nell'affascinante quanto talvolta triste mondo psicologico di un elefantino tolto dai suoi affetti e dal suo habitat. la tragedia della separazione dalla madre si trasforma poi in un incontro fortunato con un uomo buono che l’accompagnerà per tutta la vita per ritrovarsi poi in un magico happy end dove i buoni vincono e i cattivi perdono. La messa in scena colorata e allegra in contrasto col racconto ci catapulterà attraverso parole musica e canzoni in un mondo quasi circense fatto di favola e realtà
Ballerina è tratto dal racconto 'Tutti mi chiamano ballerina' pubblicato nel 1975 nella raccolta 'Racconti bestiali' di Patricia Highsmith una riflessione sulla diversità e sulla difficoltà a tutti i livelli di amare attraverso il linguaggio della scrittrice ideatrice del personaggio di Ripley considerata a tutti gli effetti una delle maggiori scrittrici del nostro novecento.
novembre 14, 2014
 

Garbage girls

Teatro Vascello 11 novembre 2014
 GARBAGE GIRLS
regia e coreografia Francesca La Cava
musiche originali Federico e Lorenzo Fiume [Resiliens]
interpreti Corinna Anastasio, Francesca La Cava, Angela Valeria Russo
collaborazione artistica Corinna Anastasio
scene e disegno luci Stefano Pirandello
costumi Francesca La Cava
video Luca Antonetti, Giovanni Sfarra
produzione Gruppo e-Motion in coproduzione Società Aquilana dei Concerti "B. Barattelli" Residenza Artisti per il Matta nell'ambito del progetto Corpografie realizzata con il contributo del Ministero per I Beni e le Attività Culturali, della Regione Abruzzo e del Comune di L'Aquila GARBAGE GIRLS è un viaggio poetico tra i rifiuti, tra immanente e trascendente, tra coloro che sono costretti a vivere "nella desolazione, testimoni della crudeltà della vita e dei suoi mille misteri". E' la storia poetica di donne che si "muovono" come se la strada fosse "il teatro della vita" fatto di scenografie e suoni che riproducono il vero attraverso il falso, il reale attraverso il sogno, la crudezza attraverso la poesia. La creazione si muove alla ricerca di espressioni vitali, di movimenti naturali, di dialoghi gestuali che stendono la storia nella quale gli interpreti si lasciano costruire addosso e costruiscono una serie di situazioni che giocano tra il reale, il grottesco e il trascendentale, riscoprendo gli spazi nascosti della mente. Disagio, marginalità e devianza caratterizzano il conflitto di queste donne alla ricerca della loro identità, superando le barriere sociali imposte dalla collettività.
novembre 13, 2014
 

Sfide improvvise - Improvvisazione teatrale

(ac)Cenni di (con)TemORAneo FESTIVAL DI CULTURA CONTEMPORANEA
 Antiche Scuderie di Castel di Piero Piazza Castello, San Michele in Teverina (VT)
1 AGOSTO 2014
Il collettivo Teatroanimazione presenta
“SFIDE IMPROVVISE. Improvvisazione teatrale”
Attivo fin dagli anni ’70, il Collettivo Teatro Animazione ha gestito per 25 anni il Laboratorio Teatro Orvieto, ed attualmente continua ad operare nel campo della ricerca, della produzione, della formazione e del sociale, per adulti e per ragazzi. Quello proposto nell’ambito di (ac)Cenni di (con)TempORAneo 2014 è uno spettacolo che si muove su schemi liberi, dove la fantasia e lo spunto del momento determinano i confini delle storie, inedite e senza alcun canovaccio, che la maestria dei professionisti impegnati sul palco saprà trasformare in divertimento puro per gli spettatori.
novembre 12, 2014
 
 
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